Sassoli striglia l'Europa sulla Turchia: “Embargo subito e sanzioni più severe”

Il presidente del Parlamento europeo chiede all'Unione europea di abolire il processo di adesione di Ankara all'Unione: “Dobbiamo riconoscenza ai curdi”

manifestazione in sostegno ai curdi in Siria - foto Ansa, Alessandro Di Marco

Il Parlamento europeo ha accolto con favore la decisione dell'Ue di coordinare le misure nazionali di embargo sulla futura vendita di armi alla Turchia, ma è solo “un primo passo” e “non sufficiente”.

"Segnale unitario"

Nel suo intervento al vertice di Bruxelles il presidente dell'Assemblea comunitaria, David Sassoli, ha strigliato i capi di stato e di governo chiedendo azioni più incisive. “Abbiamo il dovere di dare un segnale unitario, promuovendo un embargo” che “riguardi non solo le future forniture di armi, ma anche quelle correnti”. Servono “sanzioni molto più severe”, e bisogna “far rispettare la voce dell'Ue”. Quella in corso nel nord della Siria, dove le truppe di Recep Tayyip Erdoğan stanno attaccando città e postazioni curde, “non è un'operazione di polizia ma atto di guerra”.

"Dobbiamo riconoscenza ai curdi"

“Siamo molto arrabbiati”, ha dichiarato l'esponente del Pd, perché sono state colpite milizie “a cui dobbiamo riconoscenza”, in quanto “la battaglia dei curdi sul campo ha permesso di sconfiggere l'Isis e aumentare la sicurezza di cittadini e Stati europei”. E per punire Ankara per Sassoli bisogna anche stracciare la procedura di adesione. “Questa procedura deve essere abolita. Noi non possiamo consentire che ci siano procedure (di adesione, ndr) con Paesi che hanno questi comportamenti”.

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