Duda vola da Trump che sposterà i militari Usa dalla Germania alla Polonia

Il presidente polacco punta ad accaparrarsi una parte del contingente che Washington ha deciso di togliere dalla Germania. L'ex generale Usa: “Regalo a Putin fatto a fini di propaganda elettorale”

L'ultimo incontro tra Duda e Trump - -foto archivio Ansa EPA/ZACH GIBSON

Il presidente polacco Andrzej Duda sarà ricevuto oggi alla Casa Bianca, dove sarà stato il primo capo di Stato ricevuto da Donald Trump dall'inizio della pandemia. La missione fa discutere nel Paese, sia nel contesto della pandemia del coronavirus che in relazione alle elezioni presidenziali polacche del 28 giugno, alle quali Duda corre per un secondo mandato sostenuto dal partito populista conservatore Diritto e Giustizia (Pis). L'incontro dovrebbe essere occasione dell'atteso annuncio di un rafforzamento della presenza militare americana nello Stato ex comunista, con l'invio di 2mila soldati oltre ai 5mila già presenti.

Via le truppe dalla Germania

Trump ha annunciato giorni fa la riduzione della presenza in Germania di 25mila unità, come forma di ritorsione contro quello che ritiene essere un impegno economico troppo debole, nei confronti della Nato, da parte del governo di Angela Merkel. "La Polonia vuole da tempo una presenza militare americana più forte sul suo territorio, ma ha anche ripetutamente sottolineato di non volerlo fare a spese della Germania", ha spiegato all'agenzia stampa Dpa Artur Kacprzyk, esperto di sicurezza dell'Istituto polacco per gli affari internazionali. Ma nei fatti è quello che accadrà. Secondo il capo dello staff di Duda, Krzysztof Szczerski, il presidente polacco cercherà di convincere il collega americano della necessità di assicurare che lo spostamento di truppe dalla Germania "non significhi ridurre l'impegno americano per la sicurezza europea e polacca".

Le critiche dell'ex generale

E la mossa di Trum preoccupa non poco, non solo in Europa, ma anche negli stessi Stati Uniti. A farsi portavoce del malcontento è stato l'ex comandante dal 2014 al 2017 delle truppe Usa in Europa, l'Usareur, il generale Ben Hodges, che ha detto nei giorni scorsi che il ritiro di truppe dalla Germania sarebbe "un regalo" a Vladimir Putin. Parlando all'agenzia di stampa tedesca "Dpa", Hodges ha detto che pensare di punire Berlino, riducendo i militari americani, "dimostra una totale mancanza di comprensione del perché abbiamo dei militari nel paese, sia da parte del presidente degli Stati Uniti sia dell'ex ambasciatore degli Usa a Berlino, Richard Grenell". Come riferisce il quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung" per l'ex comandante dell'Usareur, il ritiro parziale dalla Germania indebolirebbero gli stessi Stati Uniti. "In particolare, le truppe nell'area di Kaiserslautern sono lì per contribuire al rapido rafforzamento delle truppe statunitensi in caso crisi".

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Regalo a Putin

Inoltre, ha evidenziato Hodges, una riduzione del contingente degli Stati Uniti in Germania sarebbe "un regalo al Cremlino", in quanto gli Stati Uniti ridurrebbero le proprie forze in Germania "sebbene la Russia non abbia modificato il proprio comportamento" Secondo Hodges, "ovviamente questo non è il risultato di un'analisi strategica, ma al cento cento per cento di un calcolo politico che probabilmente mira ad alcuni elettori" in vista delle elezioni presidenziali che si terranno negli Usa a novembre prossimo.

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