"Salvini vuole incontrare Trump. Ed essere il suo miglior amico in Europa"

Lo scrive l'autorevole agenzia Bloomberg. Che rivela anche data e luogo del possibile primo incontro tra i due leader

Da "Prima gli italiani" ad "America first" il passo è breve. E nelle prossime settimane, potrebbe essere ancora più rapido. Secondo quanto rivela l'autorevole agenzia stampa Bloomberg, infatti,  il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini starebbe bussando alla porta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump con l'offerta di diventare il suo più stretto alleato europeo  Proprio mentre in Europa, il capo della Casa Bianca fa fatica a trovare volti amichevoli, a partire dalle spinose relazioni con Angela Merkel e Emmanuel Macron.

"Per gli Stati Uniti è il momento di avere una nuova relazione speciale, non con il Regno Unito, ma con l'Italia", ha detto Guglielmo Picchi, consigliere di Salvini e sottosegretario al ministero degli Esteri, in un'intervista a Bloomberg. "Saremo quelli che Trump chiamerà 'i suoi alleati più stretti in Europa'", ha aggiunto. Secondo Bloomberg un segnale di approvazione di Trump potrebbe dare una spinta a Salvini, anche contro i rivali interni, in vista delle elezioni del Parlamento europeo di maggio. E magari far consolidare relazioni appena intraprese come quella con i polacchi del PiS di Jaroslaw Kazcynski, fiero filo-trumpiano ancora prima che filo-Usa, con cui il leader della Lega vorrebbe creare un unico, grande gruppo a Strasburgo.

Bloomberg rivela anche date e luogo del probabile primo incontro tra Trump e Salvini: "Un possibile luogo di incontro è la Conferenza sull'azione politica conservatrice in programma dal 27 febbraio al 2 marzo a National Harbor, nel Maryland, a cui Salvini è invitato e alla quale anche Trump potrebbe partecipare", ha detto Picchi.

Per il momento, dalla Casa Bianca non sono arrivate conferme, ma Picchi è sicuro che l'intesa tra i due è nelle corde: "Salvini e Trump la vedono allo stesso modo su migrazioni, occupazione e protezione dell'interesse nazionale", ha detto il sottosegretario. "Abbiamo un'affinità strategica, abbiamo 400 persone dell'intelligence e altro personale in Libia, siamo allineati con gli Stati Uniti in Medio Oriente". Senza dimenticare le comuni apertura a Putin. E i comuni attacchi a Macron, tanto per citarne uno. 

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