I trafficanti di esseri umani sfuggono alla giustizia, sempre meno condanne in Europa

Se il numero delle vittime è in aumento, quello dei responsabili mandati in prigione è in diminuzione del 25%

Se da una parte aumentano le vittime della tratta di esseri umani, dall'altra purtroppo diminuisce il numero delle persone che vengono fermate e condannate per questo reato. Il campanello d'allarme lo ha lanciato un report delle nazioni Unite che mostra che ci sono state solo 742 le condanne in Europa per reati di tratta nel 2016 (ultimo anno per il quale sono disponibili dati), rispetto ai 988 del 2011. E questo mentre il numero di vittime identificate è invece aumentato da 4.248 a 4.429 nello stesso periodo.

Come racconta il Guardian questa diminuzione se da una parte può essere una conseguenza dei maggiori controlli alla frontiera, dall'altra rifletterebbe il mancato riconoscimento delle vittime di abusi. "Persone che sarebbero state identificate come vittime di un crimine in passato in molti Paesi dell'Europa occidentale, ora vengono trattate non come vittime ma come migranti illegali e vengono deportate o scaricate in quel modo", ha spiegato al giornale Kevin Bales, professore di schiavitù contemporanea all'Università di Nottingham. "Le condanne sono difficili da comminare secondo le più recenti leggi sulla schiavitù e la tratta di esseri umani” e per questo molti tribunali “stanno scegliendo di perseguire i criminali in base a un'accusa con la quale hanno maggiori probabilità di ottenere un procedimento giudiziario di successo", ha aggiunto Bales. Le autorità ad esempio possono scegliere di perseguire i criminali con accuse come lesioni personali gravi, in cui le prove possono essere più facili da raccogliere.

A livello globale le cifre sono invece in controtendenza rispetto a quelle europee: il numero di vittime identificate della tratta è aumentato del 40% nei cinque anni fino al 2016, arrivando a 24mila, ma si tratta solo di una parte minoritaria dei criminali che sono responsabili di un fenomeno di cui, si calcola, sarebbero vittime oltre 40 milioni di persone in tutto il mondo.

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