Il Parlamento Ue respinge la riforma del trasporto su gomma: aumenta il dumping sociale

Il testo rimandato dagli eurodeputati nella commissione competente per essere ulteriormente modificato. I sindacati: "Avrebbe peggiorato le condizioni degli autisti di camion e autobus a lunga percorrenza"

La riforma del "pacchetto mobilità" per come si stava sviluppando non convince il Parlamento europeo. L'Aula di Strasburgo ha respinto gli emendamenti alle proposte di riforma del settore del trasporto su strada e li ha rinviati alla commissione Trasporti per un riesame. In una votazione in Plenaria i deputati hanno respinto gli emendamenti a tre proposte: quella sull'aggiornamento delle norme relative ai periodi di riposo dei conducenti, quelle relative al cabotaggio e al distacco degli autisti così come quelle sulla lotta alle pratiche illegali. A esultare sono stati i sindacati che hanno sottolineato come la riforma “così com'è avrebbe peggiorato di molto le condizioni di vita e di lavoro degli autisti di camion e autobus a lunga percorrenza''. È il parere di Maurizio Diamante, segretario nazionale della Fit-Cisl, che ha affermato che il pacchetto “sarebbe andato sorprendentemente nella direzione opposta ai diritti e al buon senso, aumentando le ore di guida per gli autisti e diminuendo quelle di riposo” e avrebbe anche “peggiorato le condizioni di distacco transnazionale per i camionisti”. Inoltre avrebbe avuto “conseguenze nefaste” come “l'aumento del dumping sociale, cioè della concorrenza sleale tra aziende europee di trasporto su gomma basata sullo sfruttamento dei lavoratori''.

"Il testo proposto non risolve i problemi più gravi”, ha concordato l’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini, secondo cui al Parlamento europeo “si sta consumando una battaglia feroce: l’ennesimo scontro tra chi difende con determinazione un mercato unico che tuteli davvero il lavoro e la qualità del servizio, e chi invece si rifiuta di introdurre i correttivi necessari per porre fine ad un regime di concorrenza sleale dal quale tutti alla fine usciranno sconfitti". Per Salini “concorrere ad armi pari nel mercato unico europeo significa concorrere sulla qualità del servizio, non eliminarsi a vicenda con prezzi che tolgono valore invece che generarlo” e quando questo non accade “i primi a soffrirne sono i piccoli e medi imprenditori e gli utenti finali, i primi perché messi fuori mercato dalla voracità dei ‘furbi’ che approfittano del basso costo del lavoro negli Stati Ue dove è pari ad un terzo del nostro, i secondi perché si vedono abbassare la qualità del servizio".

Contraria al pacchetto anche l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Rosa D’Amato che ha definito una “buona notizia” il fatto che sia stato rimandato in commissione per ulteriori modifiche. Per D'Amato “tuttavia, questo voto rappresenta anche una sconfitta per la politica”, in quanto “dopo aver lavorato per mesi, il Parlamento europeo ha gettato la spugna perdendo la grande opportunità per risolvere i problemi degli autotrasportatori e dimostrando una assoluta mancanza di buon senso”. L'obiettivo, ha concluso la parlamentare, “rimane quello di eliminare il problema del dumping sociale, che molto spesso si traduce anche in una distorsione della concorrenza a danno delle imprese italiane che sono costrette a chiudere, in quanto non possono competere con le aziende dell’est Europa a condizioni fiscali e sociali completamente differenti”.

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