Tav, i gilet gialli francesi con i 5 stelle: “Opera va fermata”

Lo ha dichiarato Christophe Chalençon, uno dei principali leader del movimento, dopo l'incontro di ieri con Di Maio

Cosa hanno in comune i gilet gialli francesi, o almeno una buona parte di loro, e il Movimento 5 stelle? Di sicuro, il no al tunnel per l'alta velocità Torino-Lione. Lo ha detto chiaramente uno dei leader del variegato movimento transalpino,  Christophe Chalençon, dopo l'incontro di ieri con una delegazione M5s guidata dal vicepremier Luigi Di Maio.

Intervistato dal quotidiano Le Parisien,  Chalençon ha chiarito che anche i gilet gialli “si oppongono” alla Tav.  E questo non è l'unico punto di contatto con i 5 stelle: “Abbiamo parlato di quanto sta accadendo in Venezuela. Loro come noi rifiutano l'ingerenza internazionale in questa crisi”. 

"Un successo"

Chalençon ha salutato come un successo l'incontro con Di Maio (“ci ha dato una dimensione internazionale”) e sembra aver valutato positivamente i chiarimenti sulla questione migranti e sui rapporti con la Lega: “Di Maio ha detto che (con la Lega, ndr) ci saranno delle liste separate alle elezioni locali ed europee. E quello che ha detto ci è piaciuto”.

La questione migranti

Per il leader dei gilet gialli, “bisogna smetterla di stigmatizzare i cittadini del mondo che attraversano il Mediterraneo e che hanno una visione conforme e adatta alla nostra cultura. Bisogna consentire alle persone di svilupparsi all'interno dei loro Paesi e che questi Paesi possano usufruire delle loro ricchezze. Mentre a oggi, sono asserviti alle potenze europee”. Chalençon si dice contrario a chi parla di fermare i flussi di migranti: “Sostengo piuttosto un modello di immigrazione economica come quello canadese. Da figlio di immigrati spagnoli, sono per l'arrivo di persone che condividono i nostri valori repubblicani, ma non di quelli che vogliono imporci la loro visione”. 

Il nodo europee

A questo punto, la domanda di tutti è se i gilet gialli stringeranno un'alleanza con i 5 stelle, ma su questo Chalençon non si sbilancia. Soprattutto perché i gilet gialli potrebbero presentare più liste, in concorrenza tra di loro (al momento, se ne contano almeno 2). E all'interno della frangia vicina a Chalençon, la prima a formalizzare delle candidature, ci sono ancora dubbi e tensioni interne da superare. A ogni modo, i contatti con il M5s proseguono: nelle prossime settimane, dovrebbe esserci un nuovo incontro. Stavolta a Roma.

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Commenti (5)

  • l'ennesima dimostrazione che quella contro la TAV sia solo un puntiglio ideologico che non ha nulla in comune con l'effettiva utilità dell'opera già iniziata e finanziata. Gente con i paraocchi che nuoce al Paese

  • Fermate anche la TAP, il Gasdotto che sventra il nostro Salento in uno dei suoi punti più belli, la costa incontaminata di Melendugno. Una scelta discutibilissima, fatta sulla testa dei salentini e del nostro territorio, in sprezzo ad ogni logica, se non a quella dei conti della serva; tanto vale la nostra terra per costoro e così poco viene tenuta in considerazione.

    • I gasdotti sono opere di interesse nazionale come le autostrade e le ferrovie con viadotti e gallerie, cosa facciamo le togliamo?

  • molto bene... stringiamo alleanze con chi sta mettendo a ferro e fuoco parigi da due mesi. questo di battista chi è? un eletto dagli italiani? a che titolo è sempre nel mezzo?

    • Tanto di cappello ai Francesi che stanno protestando contro il loro governo e le sue scelte antipopolari. Ma é noto che loro hanno la ribellione nel loro DNA, mentre nel nostro sembra che prevalga la rassegnazione!

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