Tajani delfino di Berlusconi? L'investitura che potrebbe sbloccare la partita del governo

Circola con insistenza la voce che vorrebbe il Presidente del Parlamento Ue nominato vicepresidente azzurro. Toccherebbe quindi a lui negoziare con Lega e 5 stelle, facendo saltare il veto su Berlusconi. Il diretto interessato intanto smentisce

ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Candidato premier prima che la Lega consumasse il sorpasso nel centro destra, per Antonio Tajani, super partes a Bruxelles e Strasburgo, ma non a Roma, pare aprirsi un altro ruolo di primissimo piano nello scacchiere italiano. Secondo voci riportate da diverse agenzie il Presidente del Parlamento Ue sarebbe in rampa di lancio per diventare il delfino di Silvio Berlusconi, un ruolo politico che verrebbe suffragato dalla carica di vicepresidente azzurro, piazzandosi così un gradino sopra tutti gli altri pezzi grossi del partito. 

A lui negoziare con i grillini, che attacca

Toccherebbe quindi a Tajani, impegni istituzionali in Europa permettendo, interfacciarsi con il candidato premier Matteo Salvini e trattare direttamente con Luigi Di Maio, facendo così cadere il veto M5s sulla presenza del leader azzurro al tavolo che conta. Nel week end pasquale la voce sulla promozione di Tajani è diventata più insistente da sembrare imminente, già oggi, giusto in tempo per salire al Quirinale giovedì mattina per l'incontro con Mattarella.

Intanto il diretto interessato smentisce, "io do una mano al partito ma domani non andrò al Quirinale, sarà Silvio Berlusconi con i capigruppo a guidare la delegazione che incontrerà il Presidente della Repubblica", ha affermato stamattina Tajani ai microfoni di Radio anch'io su Rai Radio 1. 

Al tempo stesso il Presidente dell'Eurocamera non si tira indietro dal dibattito politico, andando all'attacco dei grillini. "Forza Italia - ha affermato ancora Tajani - è sempre stata disposta a discutere con chiunque, abbiamo anche votato un presidente della Camera del Movimento 5 stelle. Evidentemente i nostri voti servono solo per far eleggere il presidente della Camera e non per fare altro, quindi per noi la richiesta alla Lega del capo politico del Movimento di trovare un'intesa lasciando fuori il partito di Berlusconi, va respinta al mittente".

Superare lo stallo

Questa situazione di potenziale stallo legato al veto sul nome di Berlusconi, più che sul suo partito, potrebbe risolversi proprio con l'investitura di Tajani a successore del fondatore di Forza Italia. La sua assidua presenza in Italia, accompagnata però da un ruolo istituzionale in Europa, lo rendono sicuramente il nome più spendibile in patria da parte di Berlusconi per sbloccare la situazione.  

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