“Licenza per chiedere l’elemosina”, polemiche in Svezia per la tassa sui mendicanti

Introdotta in una città del Paese una carta trimestrale per chi chiede soldi in strada. Serviranno 23 euro per ottenerla, ma i trasgressori verranno multati 

Foto Ansa - Matteo Bazzi

Un permesso ufficiale di accattonaggio, che consente agli indigenti di chiedere soldi ai passanti in modo legale. Entra in vigore tra le polemiche la nuova licenza introdotta nella città svedese di Eskilstuna, che obbliga i mendicanti che vogliono continuare a chiedere l’elemosina a pagare una tassa di 250 corone svedesi, l’equivalente di 23 euro, presso una stazione di polizia o tramite la compilazione di un modulo online.

Multe per chi non ha la licenza

La licenza avrà durata trimestrale e, secondo le autorità locali, dovrebbe aiutare a mettere i senzatetto e altre persone vulnerabili in contatto con i servizi sociali.  I trasgressori che continueranno a chiedere l’elemosina senza licenza incorreranno in una multa di 4mila corone svedesi, che corrispondono a 372,60 euro.  L’idea di “burocratizzare” l’elemosina si scontra con le opinioni dei più critici che fanno notare la legittimazione della richiesta di soldi per strada offerta dalla licenza, anche se questa era stata immaginata come strumento per rendere più difficile l’accattonaggio. 

Rischio sfruttamento

Tomas Lindroos, rappresentante dell’associazione Stadsmission, afferma che il sistema aumenterebbe i rischi di sfruttamento, sottolineando che le bande criminali potrebbero anticipare i soldi della licenza per poi pretendere rimborsi esorbitanti dai malcapitati. I mendicanti si trovano al centro delle polemiche in tutto il Paese da quando diverse città svedesi hanno vietato del tutto l’accattonaggio dopo che il tribunale amministrativo supremo ha confermato il divieto deciso dalla cittadine di Vellinge, a pochi chilometri da Malmo, nel mese di dicembre. 

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