Funzionaria italiana dell'Ue si suicida. M5s: “Troppe domande senza risposta”

Il quotidiano francese Liberation punta il dito contro presunte pressioni psicologiche subita da Laura Pignataro da parte del braccio destro di Juncker. Interrogazione del Movimento 5 Stelle: “Servono ulteriori indagini”

Selmayr e Juncker

Sul suicidio di Laura Pignataro, la funzionaria della Commissione europea morta in tragiche circostanze lo scorso 17 dicembre, “ci sono troppe domande senza risposta”. Per questo “chiediamo di effettuare ulteriori indagini sul possibile legame fra il suicidio della funzionaria italiana e la nomina di Martin Selmayr a Segretario Generale dell’esecutivo comunitario”. Il 'giallo' che da giorni sta inquietando Bruxelles è sfociata anche in un'interrogazione parlamentare alla Commissione europeo, presentata dal Movimento 5 Stelle.

L'articolo di Liberation

Pignataro si è lanciata dal quinto piano di un edificio della capitale europea, secondo la polizia a causa del dolore per la recente separazione dal marito. Ma un articolo del quotidiano Liberation, firmata dal giornalista Jean Quatremer, una delle firme più note quando si parla di affari europei, e da sempre molto polemico nei confronti dell'esecutivo comunitario, ha ipotizzato che la cinquantenne dirigente del servizio giuridico della Commissione, incaricata di controllare la legalità delle nomine interne, sarebbe stata messa sotto pressione dal tedesco Selmayr, potentissimo “braccio destro” del presidente Jean-Claude Juncker, quando questo era stato proposto come nuovo segretario generale dell'istituzione comunitaria. Una nomina, voluta da Juncker ma poi bocciata sia dall’Europarlamento e dall’Ombudsman, il mediatore europeo, in quanto considerata in violazione delle regole giuridiche e una sorta di “lottizzazione” dell'istituzione da parte del Ppe.

Le pressioni psicologiche

La donna sarebbe stata, secondo il quotidiano francese, incaricata di trovare delle scappatoie per consentire la nomina ed evitare il rigetto. E negli incontri per discutere la strategia da tenere avrebbe subito grosse pressioni psicologiche che, in un momento già delicato della sua vita, pressioni che per Quatremer avrebbero contribuito al suo gesto disperato. “Laura, uscendo da questi incontri, era in preda alla rabbia: sapeva di aver partecipato a un processo viziato dal conflitto d’interessi. Lei era un avvocato molto fedele all’istituzione. Si rese presto conto che la nomina di Selmayr era illegale, ma cercò di salvargli il culo. Durante questo secondo incontro, lei gli ha anche detto che quello che stava facendo era uno scandalo, ma che lo stava facendo per l’istituzione”, afferma uno dei suoi amici citato dal giornalista francese.

La smentita di Bruxelles

La reazione della Commissione a questa ricostruzione è stata durissima, con un comunicato che prova a smontare punto per punto l'articolo che, afferma, “muove accuse inaccettabili che non hanno nulla a che fare con la realtà”. Ma il Movimento 5 Stelle non pare convinto di questa risposta.

M5s chiede le dimissioni di Selmayr

“Se, come evidenziato dal quotidiano francese, Pignataro avesse subito pressioni psicologiche per operare in violazione dei propri doveri professionali, ci troveremmo di fronte a un fatto gravissimo che andrebbe punito”, afferma l'interrogazione la cui prima firmataria è Eleonora Evi. Per i pentastellati “la richiesta di dimissioni di Selmayr, ad opera del Parlamento europeo, necessita ora più che mai di una risposta”. “Laura Pignataro è la sesta funzionaria del servizio giuridico che si toglie la vita in dodici anni. Ci aspettiamo dalla Commissione che metta in campo delle misure per fermare l’elevato tasso di suicidi tra i suoi dipendenti, che è inaccettabile”, conclude Evi.

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