Dal Parlamento Ue stretta su banche e assicurazioni che investono in carbone e armi

Il relatore: "Il settore finanziario dovrebbe guardare oltre i profitti e considerare le conseguenze per le persone e il Pianeta"

Foto Ansa EPA/STEPHANIE LECOCQ

Chiudere i rubinetti finanziari alle attività in contrasto coi diritti umani e gli obiettivi di riduzione dell’impatto umano sul cambiamento climatico. Con questi obiettivi la commissione Affari economici del Parlamento europeo ha dato il via libera all’obbligo di includere maggiori informazioni sulla sostenibilità e sui rischi delle attività finanziarie. Agli investitori e ai gestori di patrimoni sarà dunque richiesto di includere valutazioni ambientali, sociali e di governance nei loro processi decisionali e di esercitare la dovuta diligenza nelle loro scelte d’investimento.

La proposta della Commissione, in origine limitata a contrastare l’uso di combustibili fossili contrari agli accordi di Parigi sul cambiamento climatico, è stata profondamente modificata dagli emendamenti degli europarlamentari, decisi a dire basta anche alla circolazione di armi, inclusa tra le attività che mettono a rischio la sostenibilità.  “Il settore finanziario dovrebbe guardare oltre i profitti e considerare le conseguenze per le persone e il Pianeta”, ha commentato l’europarlamentare socialista Paul Tang, relatore del provvedimento.  “Vogliamo che gli investimenti di banche, compagnie assicurative e fondi pensione - prosegue il politico olandese - siano messi al servizio di una società più giusta e sostenibile”. 

La proposta di Tang include un nuovo articolo, il 4 bis, che stabilisce “obiettivi di investimento sostenibile pari ad almeno il 50%” per la remunerazione degli amministratori con incarichi esecutivi degli operatori nei mercati finanziari. Obiettivi ambiziosi, che si misureranno a breve con il vaglio della plenaria di Strasburgo prima e i negoziati con Commissione e Consiglio poi.  “Gli investimenti in carbone, armi o imprese che violano i diritti umani possono essere attrattive in termini di guadagni nel breve periodo”, ammette l’esponente dei socialisti e democratici, “ma infliggono danni a lungo termine all’intera società”. “Queste conseguenze non possono più essere ignorate”, conclude Tang. 

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