Di Maio sfida Macron: “Sede di Strasburgo del Parlamento Ue va chiusa”

In missione con Di Battista per stringere alleanze in Europa, il vicepremier attacca: “E' una marchetta alla Francia, ora basta". Il Pd d'accordo su stop al doppione ma critica il leader 5 stelle: "Dimentica valore storico"

Chiudere la sede del Parlamento europeo di Strasburgo per risparmiare sui costi di viaggio e permanenza degli europarlamentari e dei rispettivi staff. La proposta non è nuova, ma il vicepremier Luigi Di Maio l'ha ritirata fuori per lanciare il suo "viaggio" nella cittadina francese insieme a Alessandro Di Battista, prima tappa europea della campagna elettorale per le europee. 

Per Di Maio, la sede di Strasburgo è una “marchetta per la Francia”, dal momento che gli eurodeputati hanno già uffici e luoghi in cui riunirsi, plenaria compresa, a Bruxelles. A Strasburgo, si va una volta al mese per votare gli atti parlamentari in via definitiva, con un inevitabile aumento dei costi che, secondo il M5s, ammontano a circa 200 milioni di euro all'anno. Oltre a provocare emissioni pari a 190mila tonnellate di Co2. 

A chiedere lo stop alla doppia sede sono in tanti: nel 2014, fu il Pd a cavalcare una maggioranza di eurodeputati che voto' a favore della chiusura di almeno uno delle due sedi, senza pero' indicare quale. La mancata indicazione non è certo una dimenticanza: anche la Francia si è detta a favore della creazione di un'unica sede per l'Eurocamera, ma spostando uffici e aule a Strasburgo. Di Maio, invece, pone la questione in chiave anti-Macron, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa.

L'istituzione di una sede unica "è uno degli obiettivi di un’Europa diversa che deve guardarsi al proprio interno”, ha detto prima di lanciare una bordata alle istituzioni Ue, colpevoli di aver “rotto le scatole per dirci come dovevamo aumentare le pensioni di invalidità e le pensioni minime” e aver “fatto la guerra su quota 100 e reddito di cittadinanza”. 

Parole che hanno trovato la secca replica del Pd. Seppure i dem non siano contrari a rimettere in discussione la doppia sede, l’eurodeputata Patrizia Toia precisa che si tratta di una scelta che “può essere superata ma il suo valore storico non può essere ignorato o calpestato”. Per questa ragione, l'esponente dem attacca: “Di Maio e Di Battista con un linguaggio triviale cercano di cancellare la drammatica storia dei confini tra Francia e Germania, all'origine della scelta di Strasburgo come sede dell’Europarlamento”.

“Il vice premier italiano”, conclude la Toia, “se vuole far sentire la sua voce in Europa, la smetta di fare il “turista” a Strasburgo al volante di un'automobile e cerchi di mettersi alla guida, se ci riesce, del suo governo che ci pare piuttosto allo sbando”. 

Anche gli uffici del Parlamento europeo hanno tenuto a dire la loro, ricordando che, anche con la doppia sede, la grande macchina amministrativa dell'Eurocamera costa a ogni cittadino l'equivalente di un panino. 

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