Strasburgo ferma le lancette d’Europa: stop al cambio tra ora legale e solare dal 2021

Gli Stati avranno diritto di scegliere quale orario adottare. Deputati italiani contrari in maniera trasversale. Borghezio (Lega): “Decisione assurda imposta da Germania e Paesi del nord”

Una questione importante per il nord, marginale per il sud e confusa per larga parte della popolazione, che stenta a riconoscerne la rilevanza. Con 410 voti a favore, 192 contrari e 51 astensioni il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione per abolire lo spostamento di lancette che irrompe nelle vite degli europei due volte l’anno. L’alternanza tra ora legale e solare potrebbe finire nel 2021, su richiesta della Commissione e di oltre 4 milioni di cittadini che l’estate scorsa, con una votazione online, hanno chiesto lo stop all’alternanza tra i due orari. 

I governi scettici

Ma la maggior parte dei Governi europei non ne vuole sapere, e così la rivendicazione dei Paesi del Nord Europa - che in origine doveva segnare l’ultimo cambio d’orario nel 2019 - è già slittata di due anni. Gli Stati temono soprattutto i danni dovuti a orari diversi da Paese a Paese, un rischio paventato anche da Marco Affronte dei Verdi europei, relatore ombra del provvedimento.  “Abbiamo votato a favore”, ha precisato a nome degli ambientalisti, “ma la vera sfida è riuscire ad avere una certa uniformità fra i vari Stati”. “Il rischio - sottolinea Affronte - è infatti che avere differenti fusi orari possa creare problemi alle frontiere e inutili lentezze e costi commerciali”. 

La Lega contraria

Un rischio condiviso anche da Mario Borghezio della Lega. Il Carroccio, assieme al Movimento cinque stelle e a quasi tutti gli europarlamentari italiani di altri partiti, ha votato contro il provvedimento “perché questa innovazione”, spiega Borghezio, “non porta alcun vantaggio, specialmente i Paesi della fascia meridionale, la più solatia d’Europa”.  “Ci sembra una decisione assurda che è stata imposta, parliamoci chiaro, dalla Germania e da altri Paesi del nord”, accusa l’eurodeputato leghista che teme “le complicazioni e i disguidi che ci potrebbero essere dando la possibilità ad ogni Paese di fare un po’ come meglio crede”. Il testo approvato rappresenta la posizione che terrà il Parlamento nei futuri negoziati con i ministri Ue per la decisione definitiva sulla normativa. Se tutto andrà secondo i piani di Strasburgo, il passaggio all’ora legale della settimana prossima sarà uno degli ultimi.

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Commenti (2)

  • È davvero necessario? È un mezzo utile per l’economia? Non ci trovo una motivazione valida

  • Stiamo assistendo ad una follia che arriva, tra l'altro, da parte di un Parlamento a fine mandato. E' assurdo che su un tema così importante e impattante si pronunci frettolosamente e in modo confuso chi si appropinqua alla fine del mandato. Sarebbe stato più corretto innanzitutto sottoporre formalmente la questione al giudizio dei vari stati, affinché si svolgesse un sondaggio più capillare e partecipato e ci si facesse così un'idea di quanti stati erano favorevole ad una revisione dell'alternanza ora solare/legale e, nel caso, se vi erano posizioni condivise per contenere i disagi derivanti da diversi fusi orari interni. E' assurdo poi, lo ripeto ancora una volta, che si sbandieri quello pseudo referendum a cui ha partecipato l'1% della popolazione EU! E' inconcepibile che si giustifìchi questa follia isterica perchè 4 gatti hanno votato il referendum che si sono creati e scritti. Sarebbe come se da domani ogni raccolta firme (da parte dei più disparati gruppi ed associazioni), indipendentemente dai numeri di adesione, diventasse un obbligo per il Parlamento di convertirla in legge. Ribadisco inoltre nuovamente le diffìcoltà tecniche e pratiche rilevate nel (tentare di) partecipare al sondaggio, elemento che (unitamente ad una disomogenea ed insuffìciente pubblicizzazione della consultazione tra la popolazione dei vari stati membri) rappresenta un vizio di forma dell'intera consultazione. Non posso inoltre interrogarmi (visto che questi referendum sembrano essere così vincolanti indipendentemente dalla percentuale di abitanti che vi partecipa nonchè la distribuzione geografìca di provenienza) sul perchè allora non se ne faccia uno sull'Euro!! Mi auguro comunque che dopo le elezioni del Maggio prossimo, il nuovo parlamento EU prenda in mano questa "bomba ad orologeria" e la disinneschi, rivedendo la decisione presa dal precedente "esecutivo". Questo non signifìca non volerne discutere e parlarne, ma ciò che è certo è che non può avvenire così "per sommi capi" e sulla base del volere di una circoscritta minoranza della popolazione europea. Se c'è una questione che riguarda 3 o 4 stati del Nord Europa, si affronti la convenienza di trovare una soluzione che vada incontro alle volontà e necessità di quei paesi, senza scatenare un caos e delirio totale per il resto dell'Europa. Concludo domandandomi dove sia la coerenza di un Parlamento che promulga e promuove direttive volte a far risparmiare "lo zerovirgola" in termini di emissioni di C02 e consumi di energie non rinnovabili, e poi contestualmente prenda una decisione del genere che butta nel cеѕѕo risparmi energetici consolidati e rilevanti, con benefìci in termini di impatto ambientale.

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