Spiagge agli stabilimenti senza gara, l'Italia sfida l'Ue (e rischia una multa)

Il ministro al Turismo Centinaio difende la proroga di 15 anni alle attività balneari: “Non sono servizi, quindi non entrano nel perimetro della Bolkestein e non rischiamo un'infrazione”. Ma +Europa attacca: “È un regalo alle lobby”

Foto Ansa

Per alcuni si tratta della semplice tutela degli interessi locali, per altri di un vero e proprio regalo alle lobby del litorale. Il Governo italiano ha deciso di difendere gli stabilimenti balneari dall’applicazione della direttiva Bolkestein, concedendo la proroga di 15 anni senza gara agli attuali operatori. Ma la direttiva, in vigore da oltre dieci anni, garantisce la libera concorrenza dei servizi. E se venisse applicata alle attività degli stabilimenti balneari, aprirebbe la strada a gare di assegnazione delle spiagge. Una competizione aperta a tutti i concorrenti, potenzialmente - temono in tanti - anche agli stranieri.

“Cercheremo di far capire alla Commissione che le concessioni balneari non sono servizi e quindi non entrano nel perimetro della Bolkestein”, rivendica il ministro dell’Agricoltura, con delega al turismo, Gian Marco Centinaio. “Faremo di tutto per evitare l'infrazione e per far capire all'Europa la nostra posizione”, dice il leghista in un’intervista a Repubblica. Ma poi ammette: “Se poi non sarà possibile, valuteremo la situazione”.  A far paura al Governo gialloverde è una possibile procedura di infrazione da parte della Commissione europea, il cui compito è appunto quello di far rispettare le regole comunitarie. “Non ci risulta alcuna comunicazione di una imminente procedura”, garantisce Centinaio, che intende comunque recarsi a Bruxelles a presentare le sue ragioni. Ma mentre spiega l’azione di Governo, scivola sui termini. “Faremo una mappatura del litorale per capire esattamente quante sono le spiagge libere - dice infatti il ministro - e imporremo in capo a chi rinnoverà la concessione degli obblighi sulla qualità dei servizi”.

“Si arrampica sugli specchi”, lo attacca +Europa, “tentando di giustificare l'indifendibile regalo del governo gialloverde alle lobby degli stabilimenti balneari”. Il deputato Riccardo Magi e Francesco Mingiardi, entrambi esponenti del movimento fondato da Emma Bonino, sostengono che quando l’esecutivo ha prorogato le concessioni agli stabilimenti “sapeva benissimo di andare incontro ad una bocciatura Ue e alla conseguente multa”. “Ma a loro importa poco - dicono i radicali - perché a pagare saranno di nuovo i contribuenti italiani, mentre Lega e M5s la useranno per fare ancora della propaganda anti-europeista”. +Europa attacca compagine di Governo, ma anche il Pd, responsabili di aver “respinto in blocco l'emendamento che avevamo presentato alla legge europea per scongiurare la procedura di infrazione”. 

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • I lavoratori stranieri bocciano l'Italia: “Economia senza prospettive”. Meglio il Vietnam

  • Meloni contro l'Ue: “Blocca seggiolini auto anti-abbandono”. Ma è davvero così?

  • Cinque posti dove sei pagato solo per viverci. E c'è anche l'Italia

  • Migranti, il governo tedesco si spacca sulla 'solidarietà' all'Italia

  • Regno Unito nuova Singapore, paura Ue: con la Brexit Londra mega paradiso fiscale

  • Dalle meduse la soluzione per pulire il mare dalla plastica

Torna su
EuropaToday è in caricamento