Migranti, senza Salvini l'Ue pronta a riprendere i soccorsi in mare

Prorogato di 6 mesi il mandato della missione Sophia, che il leader del Carroccio aveva dimezzato bloccando le navi militari. Adesso Bruxelles "chiede agli Stati membri di trovare una soluzione sugli sbarchi prevedibili"

Era stata sospesa nel marzo scorso per l'opposizione dell'allora vicepremier Matteo Salvini, che l'equiparava ai salvataggi delle ong. Ma adesso che la Lega è fuori dal nuovo governo giallorosso, l'operazione Sophia, la missione dell'Unione europea che prevedeva anche azioni di ricerca e soccorso in mare per i migranti nel mar Mediterraneo, potrebbe ripartire a pieno regime.

Gli ambasciatori Ue, infatti, hanno deciso di estendere il mandato della missione per altri 6 mesi. Per il momento, l'operazione continuerà come successo in questi mesi, solo con l'impiego di asset aerei. Ma durante la riunione del Comitato politico e di sicurezza dell'Unione "è stato concordato di tornare sulla questione in qualsiasi momento" per modificare le linee guida della missione, ha spiegato Maja Kocijancic, portavoce del Servizio europeo di azione esterna, diretto ancora per qualche settimana da Federica Mogherini.

L'Unione europea, ha aggiunto la portavoce, "chiede agli Stati membri di trovare una soluzione sugli sbarchi prevedibili" dei migranti salvati in mare "per permettere alla missione Sophia di attuare pienamente il suo mandato" al largo della Libia. Per il momento, fanno sapere sempre da Bruxelles, "non c'è nessuna svolta sulla discussione sugli sbarchi". Ma le cose potrebbero cambiare a breve, visto che la neo presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen ha fissato tra le sue priorità  quella di lavorare “su un nuovo approccio più sostenibile, affidabile e permanente” alle gestione degli sbarchi dei migranti che sostituisca “le soluzioni ad hoc esistenti”. 

L'operazione Sophia, con sede a Roma, era stata lanciata come missione navale nel giugno 2015 al culmine della crisi migratoria europea, su pressioni, tra gli altri, dell'Italia, che chiedeva di non essere lasciata sola nelle attività di salvataggio. E' stata proprio l'Italia, 4 anni dopo, a ottenere lo stop all'uso di navi militari: per Salvini, la loro presenza nel Mediterraneo favoriva le partenze dei clandestini. 

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