L'Ue vuole inasprire i controlli sugli ingressi di cittadini extracomunitari

Primo via libera alla riforma Approvata la riforma del sistema di informazione visti per rispondere alle sfide in materia di sicurezza e immigrazione irregolare

Ogni anno gli Stati membri dell'Unione europea ricevono circa 18 milioni di domande di visti Schengen per soggiorni di breve durata. Sono visti che vengono richiesti per turismo o lavoro ma queste domande potrebbero arrivare anche da potenziali terroristi o immigrati irregolari. Per controllarle tutte esiste un sistema di informazione visti (VIS), che dal 2011 aiuta le autorità che si occupano di visti, frontiere, asilo e migrazione a controllare i cittadini di Paesi terzi che chiedono di entrare nello spazio Schengen. Nel 2018, il sistema contava 55 milioni di domande di visto e 47 milioni di serie di impronte digitali. Ora il Parlamento europeo ha richiesto un miglioramento di questo sistema che assicurerebbero una migliore risposta alle sfide in materia di sicurezza e migrazione.

Questa riforma “colma le lacune informative della nostra strategia di sicurezza. I visti d'oro saranno controllati come mai prima d'ora, in Europa. I controlli di sicurezza saranno armonizzati in tutto il continente, con una maggiore cooperazione tra autorità consolari, guardie di frontiera e funzionari di polizia. Avremo strumenti migliori per il rimpatrio. Preverremo la tratta dei bambini e identificheremo meglio i criminali e i terroristi”, ha rivendicato il relatore del testo, il popolare spagnolo Carlos Coelho.

La riforma, approvata con 522 voti favorevoli, 122 contrari e 31 astensioni, richiede: controlli di sicurezza obbligatori in tutte le banche dati dell'Ue per individuare i richiedenti che utilizzano identità multiple e identificare chiunque comporti rischi per la sicurezza o l'immigrazione irregolare; maggiori controlli sui visti per soggiorni di lunga durata, compresi i cosiddetti visti d'oro, e permessi di soggiorno; l’abbassamento da 12 a 6 anni d'età per ottenere le impronte digitali e le immagini del volto dei minori, al fine di aiutare a identificare e rintracciare i bambini scomparsi e stabilire legami familiari; migliore accesso ai dati VIS per Europol e le autorità di contrasto, così da identificare le vittime di reati o compiere progressi nelle indagini su reati gravi o terrorismo.

Il Parlamento e il Consiglio dovranno ora negoziare la formulazione finale della legislazione.

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