Sea Watch, Bruxelles chiede “più solidarietà” agli Stati. L'Ong: “Stati Ue patetici”

Appello di 18 organizzazioni affinché si consenta lo sbarco dei 48 migranti da 13 giorni bloccati su due navi che al momento si trovano in acque maltesi

Uno dei bambini sulla nave di Sea Watch - Foto da Fb

Bruxelles ha chiesto "più solidarietà" da parte dei Paesi dell'Unione europea per favorire lo sbarco dei 49 migranti soccorsi al largo della Libia dalle due ong tedesche Sea-Watch e Sea-Eye e ancora in attesa della disponibilità di un porto. Secondo quanto riferito alla stampa da un portavoce, il commissario per le Migrazioni, Dimitris Avramopoulos, ha "contattato diversi Stati membri per arrivare a una soluzione per lo sbarco rapido delle persone a bordo". La Commissione europea, ha spiegato il portavoce, "invita gli Stati membri a sostenere e a contribuire a questo sforzo congiunto per far sbarcare in sicurezza le persone a bordo". "Serve maggiore solidarietà tra gli Stati membri e questa situazione dimostra ancora una volta l'urgenza di trovare soluzioni prevedibili e di lunga durata", ha aggiunto. Ieri Malta ha concesso l'ingresso nelle proprie acque territoriali alle due navi, a causa delle cattive condizioni meteo.

Da 13 giorni in mare

La nave della Sea-Watch, che batte bandiera olandese, è in mare dal 22 dicembre con 32 migranti a bordo, tra cui tre bambini piccoli, tre minori non accompagnati e quattro donne; la nave dell'ong Sea-Eye ha a bordo 17 persone, tratte in salvo il 29 dicembre scorso. "Il tredicesimo giorno con i nostri ospiti a bordo inizia a pochi chilometri dalle rive del Malta (dove ci è stato permesso di cercare rifugio dalla tempesta), mentre i ministri dell'Ue continuano a negoziare sulla sorte di 32 persone. Possiamo sembrare tristi, ma sono loro patetici", ha scritto su Twitter la ong tedesca Sea Watch.

L'appello

E in sostegno delle due Ong sono scese in campo anche 18 organizzazioni che hanno lanciato un appello affinché si trovi un porto per concedere lo sbarco. "Chiediamo con urgenza all'Italia e agli altri Stati membri dell'Unione europea di attivarsi senza ulteriori tentennamenti affinché i 49 migranti da giorni bloccati in mare, tra i quali diversi minori inclusi bambini molto piccoli, possano immediatamente sbarcare in un porto sicuro e ricevere l'assistenza umanitaria a cui hanno diritto e le cure di cui hanno bisogno", hanno chiesto A Buon Diritto Onlus, Acli, ActionAid, Amnesty International Italia, Arci, ASGI, CNCA, Centro Astalli, CIR Consiglio Italiano per i Rifugiati, Emergency ONG, Salesiani per il Sociale, INTERSOS, Medici Senza Frontiere, Médecins du Monde Missione Italia, Medici per i Diritti Umani, Save The Children Italia, SenzaConfine, Terre des Hommes. Per le organizzazioni "non è possibile attendere oltre il meteo è in peggioramento ed è semplicemente inaccettabile che bambini, donne e uomini vulnerabili, che hanno già subito privazioni e violenze durante il viaggio, restino per giorni ostaggio delle dispute tra Stati e vedano ingiustamente prolungata la loro sofferenza senza che dall'Europa giunga un richiamo di tutti alle proprie responsabilità".

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