Uno studio rassicura i genitori: rischio di contagio nelle scuole "estremamente basso"

La ricerca tranquillizza sul pericolo di contrarre il virus dai bambini, e lo stesso fa l'esperienza di Paesi come la Danimarca. Ma in Francia 70 istituti sono stati chiusi dopo la riapertura

Foto Ansa - EPA/CHRISTIAN BRUNA

Le scuole - uno dei luoghi ritenuti da alcuni più ad alto rischio per il contagio di coronavirus - sarebbero invece al sicuro dai pericoli di propagazione della temuta patologia virale. È quanto afferma uno studio condotto in Australia. La ricerca ha monitorato 18 insegnanti e studenti positivi al test in 15 scuole diverse e ha scoperto che, nonostante le persone positive fossero entrate in contatto con ben 863 persone, il numero di contagi ulteriori si sono limitati a due soli casi. Secondo il giornale britannico The Telegraph, si tratta dell’unico studio compiuto sulla trasmissione del Covid-19 tra bambini e insegnanti e mostra che la diffusione del virus nelle classi è “limitata”.

I risultati

Precedenti studi hanno suggerito che i bambini sono capaci di contrarre solo una lieve forma di coronavirus e non rappresentano un particolare pericolo nella diffusione della malattia, “ma questa è la prima volta che la diffusione di Covid-19 nelle scuole primarie e secondarie è stata studiata direttamente”, precisa la testata. Gli autori hanno affermato che i loro risultati “suggeriscono che la diffusione di Covid-19 nelle scuole (…) è stata molto limitata” e che la trasmissione “appare notevolmente inferiore rispetto a quella osservata per altri virus respiratori, come l’influenza”. I ricercatori concludono che i dati “suggeriscono che i bambini non sono i principali responsabili di diffusione del Covid-19 nelle scuole o nella comunità”. “Ciò è coerente con i dati di studi internazionali che mostrano bassi tassi di malattia nei bambini e suggeriscono una diffusione limitata” tra i minori d’età.

Bambini meno a rischio

Gli studi sugli effetti del coronavirus sui bambini sono al momento contrastanti, ma quello che è sicuro è che pochissimi bambini sviluppano sintomi gravi e i decessi sono estremamente rari. I bambini, che sembra siano molto spesso asintomatici, sarebbero per alcuni scienziati meno contagiosi degli adulti. In Svizzera ne sono talmente convinti che hanno permesso addirittura ai nonni di incontrare e abbracciare i nipoti fino ai 10 anni.

Buone notizie dalla Danimarca

La Danimarca è stata la prima in Europa a riaprire le elementari il 15 aprile. Le classi sono state divise in gruppi di massimo 8 bambini, per assicurare una distanza minima di due metri tra i banchi, molte lezioni sono state spostate all'aperto e ai piccoli vengono fatte lavare le mani ogni ora e mezza. E le ripercussioni sui contagi sono state minime: l'indicatore R è leggermente aumentato nelle due settimane successive al ritorno a scuola, passando da 0,7 a 0,9, per poi scendere nuovamente. Venerdì per le prima volta non si è registrato nel Paese nessun decesso collegato al Covid-19.

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Preoccupazione nelle scuole francesi

Nonostante lo studio australiano e le altre ricerche condotte in materia di trasmissibilità del virus tra i più piccolo, le scuole continuano ad essere considerate ad alto rischio dalle autorità nazionali europee. Dopo la riapertura graduale degli istituti francesi, Parigi è dovuta intervenire per chiudere 70 istituti a causa della presenza Covid-19 tra alunni, insegnanti e personale amministrativo. La conferma è arrivata dal ministro dell’Istruzione Jean-Michel Blanquer che, intervistato da Rtl, ha comunque sottolineato la volontà politica di continuare con il piano di rientro tra i banchi di scuola. “Questo dimostra il fatto che siamo rigorosi”, ha dichiarato il ministro. Le chiusure hanno coinvolto le città di Mans, Tolosa, Nizza e Roubaix. “L’agenzia regionale della Salute procede alle indagini per identificare le persone che possono essere state a contatto ravvicinato con il malato”, si legge in un comunicato delle autorità.

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