Scontro Strasburgo-Bruxelles sul più importante funzionario comunitario. Parlamento Ue: "Rivedere la nomina", ma la Commissione non accetta

Martin Selmayr, ex capo di gabinetto di Juncker, promosso a Direttore Generale della Commissione con procedura poco trasparente. Strasburgo chiede di rivedere la nomina, ma non le sue dimissioni, Bruxelles risponde picche. I grillini insorgono: "il Parlamento Ue cala le braghe"

Martin Selmayr. © European Union , 2018

"Rivedere la procedura di nomina" di Martin Selmayr a segretario generale e si "invita" la stessa Commissione Ue a riconoscere che la vicenda ha "inciso negativamente sulla sua reputazione". Il Parlamento va così all'attacco dell'esecutivo comunitario su una vicenda, quella della nomina ell'ex direttore di gabinetto di Juncker avvenuta in estrema fretta e senza tutte le garanzie previste per il più importante funzionario Ue. Ma se Strasburgo va alla carica di Bruxelles non lo fa comunque con tutta l'artiglieria schierata: vengono infatti bocciati alcuni emendamenti alla risoluzione, tra cui quelli in cui si chiedevano le dimissioni di Selmayr e le scuse di Juncker.

Parlamento Ue: "Un colpo di mano, rivedere la procedura"

Gli eurodeputati ritengono che la nomina di Selmayr sia "un colpo di mano che ha forzato e forse anche oltrepassato i limiti previsti dalla legge". Di qui la richiesta di "riconsiderare la procedura di nomina del nuovo segretario generale per dare ad altri possibili candidati all'interno dell'amministrazione pubblica europea l'opportunità di candidarsi". La risoluzione invita tutte le istituzioni Ue a coprire le posizioni vacanti mediante trasferimenti interni solo quando il personale sia stato adeguatamente informato e a preferire procedure aperte e trasparenti per selezionare i candidati più qualificati.

"Tutti i posti vacanti dovrebbero essere pubblicati, nell'interesse della trasparenza, dell'integrità e delle pari opportunità", affermano i deputati. Nel documento si invita la Commissione europea a rivedere la procedura per la nomina di alti funzionari entro la fine del 2018. Inoltre, i deputati vedono la necessità che la Commissione aggiorni le norme per garantire che il segretario generale abbia un ruolo neutrale. E chiedono che l'esecutivo Ue riconosca che la procedura seguita nel caso Selmayr "e la relativa comunicazione ai media, al Parlamento europeo e all'opinione pubblica in generale hanno inciso negativamente sulla sua reputazione". La risoluzione è stata approvata per alzata di mano. 

La Commissione Ue: "la nomina non verrà revocata"

La risoluzione adottata dall'Europarlamento "afferma giustamente che la decisione della Commissione di nominare il suo nuovo segretario generale non può essere revocata e noi non lo faremo", ribatte il commissario Ue responsabile, i il tedesco Guenther Oettinger (compatriota di Selmayr).

"Siamo giunti al punto in cui dobbiamo guardare alla cosa in modo spassionato, oggettivo e a mente lucida", perché, ha affermato il commissario responsabile per nomine e personale, "quando ha nominato il suo nuovo Segretario generale, la Commissione ha seguito tutte le regole sia nello spirito che alla lettera, come stabilito nei regolamenti del personale che si applicano a tutte le istituzioni".

In ogni caso, ha avvertito Oettinger, "le nomine degli alti funzionari non devono in nessuna circostanza diventare oggetto di negoziato tra stati membri e partiti politici", e "tutte le istituzioni Ue hanno una responsabilità condivisa per assicurarlo". In ogni caso, ha ribadito il commissario Ue, l'esecutivo comunitario "non ha deviato dal suo quadro legale interno e regole di procedura, né è andata contro le pratiche esistenti seguite da molti anni", in quanto "i precedenti tre segretari generali erano stati nominati precisamente sulla base della stessa procedura". E comunque "l'idoneità e le credenziali" di Martin Selmayr "sono al di là di ogni dubbio".

M5s: "Parlamento Ue cala le braghe, vince chi ha abusato del potere"

La posizione presa da Strasburgo non piace però alla delegazione grillina. “Il Parlamento Ue cala le braghe, ha vinto chi ha abusato del potere", scrive in una nota Marco Valli. "La nomina di Selmayr - continua - è un abuso di potere di Juncker. Il Parlamento europeo ha fatto finta di contrastarla, mentre avrebbe dovuto prendere una posizione politica forte chiedendo le dimissioni di Selmayr, come richiesto da un emendamento che abbiamo presentato”. 

“Alcuni dei gruppi politici avevano fatto la voce del leone qualche settimana fa, ma alla prova dei fatti han sostenuto un testo di compromesso fintamente critico e inconsistente che non intaccherà  la decisione presa. Selmayr resta al suo posto, nonostante la sua nomina sia un chiaro abuso delle procedure, viziata da ben cinque violazioni legali, come autorevolmente ammesso anche da Franklin Dehousse, ex membro della Corte di Giustizia dell’Unione europea”, conclude Valli.

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