Bloccare le frontiere tra Italia e resto dell'Ue? M5s dice no, la Lega a favore

Il Parlamento europeo approva un testo che chiede di ridurre la possibilità di sospendere Schengen. Carroccio e popolari si oppongono ma il testo passa anche con i voti dei 5 Stelle

ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Le due forze di governo si dividono a Bruxelles sul sostegno alla possibilità di interrompere le regole Schengen in Europa e permettere all'Italia, o ad altri Paesi membri, di reintrodurre controlli alla frontiera per lunghi periodi. Il Parlamento europeo ha approvato con 319 voti in favore, 241 voti contrari e 78 astensioni il mandato per la riforma di Schengen che punta a ridurre da sei a due mesi la possibilità iniziale di reintrodurre controlli temporanei ai confini e di limitare a un anno, invece che a due, la possibilità di rinnovarli. Il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio si è schierato tra coloro che hanno detto di sì, mentre la Lega di Matteo Salvini si è opposta insieme anche ai popolari.

I controlli interni

Austria, Germania, Danimarca, Danimarca, Svezia e Norvegia sono attualmente sottoposte a controlli alle frontiere interne come forma di risposta alla crisi migratoria iniziata nel 2015. Anche la Francia ha riattivato i controlli ma parigi lo ha fatto in seguito agli attacchi terroristici subiti. “Schengen è una delle maggiori conquiste dell'Ue che, tuttavia, è stata messa in pericolo a causa dei controlli illegali in corso da oltre tre anni alle frontiere interne, da parte di sei Stati membri, nonostante fosse previsto un periodo massimo di due anni”, ha dichiarato la relatrice del testo, la socialista Tanja Fajon. Ciò, ha aggiunto, “dimostra quanto siano ambigue le norme attuali e come gli Stati ne abusino e le interpretino in modo scorretto”, e quindi “se vogliamo salvare Schengen, dobbiamo porre fine a questa situazione e stabilire regole chiare”.

La riforma

I Paesi dell’area Schengen, secondo il testo approvato dall'Aula, dovranno fornire una valutazione dettagliata dei rischi se i controlli temporanei alle frontiere interne verranno prolungati oltre i due mesi iniziali e qualsiasi successiva estensione dovrà ricevere una dichiarazione di conformità ai requisiti giuridici della Commissione europea e un’autorizzazione da parte degli altri Stati membri nel Consiglio dei ministri dell'Ue.

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