Meno scartoffie, più integrazione nel mercato unico. Le richieste delle imprese Ue

Secondo il sondaggio condotto dall’associazione europea delle Camere di commercio, quasi l’80% delle aziende accresce il proprio volume d’affari grazie all’Unione. Ma meno di una su tre vende merce online o offre servizi sul web

Troppa burocrazia e scarsa integrazione all’interno mercato unico. Sono queste le lamentele raccolte da Eurochambers, l’associazione europea delle Camere di commercio, che ha intervistato 1.100 imprese provenienti da 27 Stati membri dell’Unione europea (tutti i Paesi Ue tranne il Regno Unito). Gli imprenditori e gli amministratori d’azienda che rappresentano il cuore pulsante dell’economia europea concordano su un punto in particolare: il mercato unico appare, ancora oggi, troppo diviso e poco integrato. È quanto afferma il 70% delle imprese che hanno partecipato al sondaggio, oltre due attività commerciali su tre. Eppure, nonostante le frontiere fisiche e gli ostacoli burocratici, il 77% delle aziende ha dichiarato di utilizzare già il mercato unico per commerciare con il resto d’Europa, accrescendo così il proprio volume d’affari. 

Le potenzialità del mercato Ue

La percentuale delle imprese che sfruttano appieno le possibilità offerte dal mercato unico ha ancora un discreto margine di crescita, se si considera che circa il 9% delle aziende dichiara che vorrebbe fare affari negli altri Stati Ue, ma che non lo fa per motivi di vario tipo. Solo il 14% delle imprese che hanno partecipato al sondaggio dichiara invece di non avere intenzione di investire, vendere o offrire servizi negli altri Paesi del mercato comunitario. 

Il tessuto imprenditoriale del Vecchio Continente

Il lavoro di raccolta di umori e malumori delle imprese Ue offre anche interessanti spunti per quanto riguarda la composizione del tessuto economico continentale. Il 78% delle attività coinvolte conta infatti meno di 250 dipendenti, rientrando così nella categoria delle piccole e medie imprese. Il 54% delle 1.100 imprese partecipanti concentrano il proprio giro d’affari nell’offerta di servizi, mentre il restante 46% lavora nella produzione di beni, poi messi in vendita ai clienti per proprio conto o tramite intermediari. 

Imprenditori offline

Sorprende, infine, il dato sulle attività online. Solo il 30% delle imprese intervistate è attivo nel commercio in rete, mentre oltre due aziende su tre si affidano ancora ai mezzi tradizionali. 

La ricetta per la crescita

“Il sondaggio offre una visione accurata degli ostacoli che le aziende affrontano ogni giorno - ha commentato il presidente di Eurochambers, Christoph Leitl - in particolare le piccole e medie imprese, che rappresentano il motore dell’Europa per la crescita economica, l’innovazione, la creazione di posti di lavoro e l’integrazione sociale”. 

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