Il 'Gps' Ue sotto accusa: “Blackout per errori umani e cattiva gestione”

La grande opera spaziale Galileo al centro delle polemiche per il malfunzionamento dell’estate scorsa che ha fatto andare in tilt il sistema di navigazione alternativo a quello americano

Inizia a fare chiarezza l’indagine interna avviata in seguito al blackout di una settimana che lo scorso luglio ha coinvolto Galileo, il sistema di navigazione satellitare messo su dall’Unione europea. Nato con l’idea di fornire un’alternativa al Gps americano, ma anche al Glonass russo e al Bds cinese, il progetto ribattezzato col nome dello scienziato italiano prevede la messa in orbita di trenta satelliti, 26 dei quali sono già operativi, per regalare all’Europa, e al mondo intero, il più efficiente sistema di navigazione per uso civile. Ma la grande opera spaziale, per il momento incompiuta, costata ai contribuenti oltre 10 miliardi di euro, l’estate scorsa ha smesso di funzionare per “inspiegabili guasti tecnici” oggi chiariti nell’indagine sull’accaduto come problemi collegati alla cattiva gestione del sistema di navigazione ed errori umani.

Confusione al comando

Come rivelato dal giornale Politico, sotto accusa è finta l’intera catena di comando divisa fra varie agenzie in competizione tra loro. Un funzionario ha rivelato alla testata di Bruxelles che tra le raccomandazioni messe nero su bianco dagli inquirenti ci sarebbe anche quella di dare maggiore autonomia all’Agenzia europea nota come Gsa (Global Navigation Satellite System Agency) in modo da facilitare la gestione dei satelliti. 

Tre istituzioni per trenta satelliti

La governance di Galileo sarebbe infatti alla base del guasto dell’estate scorsa che ha costretto milioni di automobilisti a trovare la strada giusta utilizzando sistemi alternativi al computer di bordo connesso con gli oltre venti satelliti Ue già in funzione. La Gsa, che ha sede a Praga, si trova infatti a condividere la propria competenza su Galileo con altre due istituzioni: l’Agenzia spaziale europea, che ha sede a Parigi, e la direzione Mercato interno della Commissione europea (con sede a Bruxelles) che si occupa della gestione politico-amministrativa del programma spaziale. 

L'errore umano

In precedenza il Parlamento europeo aveva richiesto una spartizione più chiara dei compiti tra i diversi organismi che gestiscono il progetto, ma la governance è rimasta invariata. Il rapporto della commissione d’inchiesta, ancora non pubblicato, indicherebbe la cattiva gestione di un'apparecchiatura temporanea come motivo per l’interruzione e punterebbe il dito contro gli errori del personale durante la manutenzione operata presso una stazione a terra. L’infrastruttura terrestre, secondo quanto appreso da Politico, sarebbe quindi alla base del guasto tecnico che ha messo temporaneamente fuori uso ben 22 satelliti in orbita.

Futuri finanziamenti per Galileo

L’incidente e i risultati dell’indagine mettono in dubbio l’affidabilità del sistema satellitare proprio mentre i Paesi Ue discutono dello stanziamento di 16 miliardi di euro in progetti spaziali nell’ambito del prossimo bilancio settennale dell’Ue.

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