Migranti, Sassoli: “La riforma di Dublino già c'è, i governi Ue si muovano”

Il Parlamento ha votato nel 2017 un testo che chiede la redistribuzione tra gli Stati dei rifugiati, ma i governo non l'hanno mai approvata

David Sassoli - foto Daina Le Lardic © European Union 2019 -

Si discute molto della necessità di modificare il regolamento di Dublino, che stabilisce le regole per l'asilo politico in Europa. Ma una riforma già c'è, ed è stata approvata dal Parlamento europeo nel novembre 2017 per questo è ora "arrivato il momento" che il Consiglio, l'istituzione comunitaria che rappresenta i governi degli Stati membri, faccia la sua parte di colegislatore. È quanto ritiene il presidente dell'Assemblea comunitaria, David Sassoli, che parlando in conferenza stampa a Strasburgo ha chiesto che "la voce del Parlamento” venga “rispettata un po' di più”.

L'Europa non ha gli strumenti

Sulla questione dell'immigrazione “ogni volta che c'è uno sbarco si ricomincia daccapo e si chiede dov'è l'Europa”, ma “in realtà l'Europa non ha gli strumenti", ha continuato il presidente secondo cui su Dublino “il Parlamento europeo è stato chiaro, indicando linee di riforma che possano consentire all'Europa di avere strumenti per intervenire".

La proposta dell'Aula

Nello specifico l'Aula ha chiesto il superamento della regola secondo cui è il Paese di primo ingresso che deve farsi carico dell'accoglienza del rifugiato, proponendo di sostituirla con una redistribuzione tra i Paesi membri che tenga conto della popolazione e di fattori economici come il tasso di disoccupazione, per stabilire le “quote” che spettano a ogni nazione. "Se si dice che chi arriva in Grecia, in Italia, in Spagna, a Malta o a Cipro arriva in Europa, è evidente che l'Europa ha la possibilità di organizzare la sua presenza e il proprio intervento”, ha dichiarato Sassoli ricordando che “questa riforma è stata adottata" dall'Aula ma poi "messa in un cassetto, non tenendo in considerazione la decisione del Parlamento".

Il Consiglio si muova

Adesso invece "è arrivato il momento di farlo e invito il Consiglio a farlo”, perché “abbiamo bisogno di programmare un intervento sull'immigrazione che abbia tempi e visione. Nessuno è in grado di poterlo fare". In questo senso "invito tutti a prendere le linee di riforme adottate dal Parlamento e a mettersi attorno a un tavolo per dare all'Europa la possibilità di affrontare un'emergenza come quella delle migrazioni, che non finisce con i barconi, che arrivano o che addirittura si ribaltano nel Mediterraneo facendo morire povera gente, ma che durerà negli anni. L'Europa deve avere la possibilità di fronteggiarla con strategia e organizzazione", ha concluso il presidente.

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