Il "progetto europeo" di Salvini: una Lega delle leghe per mandare in tilt gli equilibri Ue

Secondo i recenti sondaggi, il gruppo del leader del Carroccio e di Marine Le Pen potrebbe ottenere intorno agli 80 deputati sui 705 che comporranno il nuovo Europarlamento. Più del doppio di quelli attuali. Senza contare il resto della galassia di euroscettici pronti a fare quadrato con il Carroccio e i suoi alleati. E il M5s…

Non sono solo i sondaggi in patria a far sorridere Matteo Salvini: stando alle ultime rilevazioni di voto in giro per i paesi Ue, c’è chi già assegna al leader del Carroccio lo scettro di un fronte sempre più largo di partiti di destra (populisti ed euroscettici secondo le definizione più usate dagli avversari) che potrebbe rivoluzionare il gioco di equilibri politici che finora ha retto il Parlamento europeo. E con esso, le istituzioni chiave del potere nell’Ue: Commissione, Consiglio e, perché no, Banca centrale. 

La fine della Grande coalizione?

La Grande coalizione tra il Partito popolare di Angela Merkel, i liberali dell’Alde di Emmanuel Macron e i socialdemocratici S&D del Pd e del neo premier spagnolo Pedro Sanchez, che da un ventennio, anche se con geometrie variabili e appoggi esterni, governano la scena europea, potrebbe avere numeri risicati per mantenere in vita gli attuali rapporti di forza. Soprattutto i socialdemocratici potrebbero vedere ridotta di molto la loro pattuglia a Strasburgo (120 deputati nella migliore delle ipotesi sul tavolo oggi). E questo potrebbe spingere ancora più a destra gli equilibri del Parlamento.

L'ascesa dell'Enl

Anche perché da questo lato dell’Aula i voti e i seggi sono dati in netto aumento. Il gruppo dell’Europa delle Nazioni e della Libertà di Marine Le Pen e Matteo Salvini al momento conta su 35 deputati al Parlamento. Ma alle prossime elezioni, nonostante i seggi complessivi passeranno da 751 a 705 per effetto della Brexit, gli eurodeputati potrebbero essere intorno agli 80.

Il primo partito del gruppo per numero di deputati sarà conteso tra la Lega e l'ex Front National di Le Pen, oggi Rassemblement National: stando a un recente sondaggio, il partito di Le Pen sarebbe al 19% e alle europee potrebbe conquistare fino a 22 deputati.

La Lega, con i consensi a cui l’attestano i recenti sondaggi, potrebbe ottenere tra i 20 e i 22 seggi. Se anche Fratelli d’Italia dovesse superare la soglia di sbarramento del 4% e aderire al gruppo di Salvini e Le Pen, Giorgia Meloni potrebbe portare in dote altri 3/4 seggi. Il che farebbe del blocco italiano il primo nazionale all’interno del gruppo.  

L’AfD tedesca viene data oggi intorno al 16% e potrebbe prendere tra i 14 e i 16 seggi. A cui si potrebbero aggiungere i 2 seggi del Partito Blu di Frauke Petry, l’ex leader dell’AfD che ha lasciato il partito in polemica con la nuova gestione. Divergenze che in Europa potrebbero venire appianate. 

In Austria il Partito della Libertà Fpo guidato da Heinz-Christian Strache viene dato in leggera flessione rispetto alle elezioni politiche del 2017, quando prese il 26%. A ogni modo, i 4 seggi che attualmente detiene al Parlamento europeo dovrebbero essere confermati (se non aumentare a 5). 

In Olanda il Partito per la Libertà PVV di Geert Wilders è dato al 15% e potrebbe prendere tra i 4 e i 5 seggi. Il partito Libertà e democrazia diretta di Tomio Okamura in Repubblica Ceca con il 10% dei consensi ottenuti alle elezioni nazionali del 2017 potrebbe ottenere altri 3/4 seggi.

Altri 8 deputati potrebbero arrivare tra Polonia, Svezia, Lituania, Bulgaria e Lettonia. Sempre che il partito Diritto e Giustizia in Polonia (22 seggi potenziali) o l’ungherese Fidesz del premier Viktor Orban (12 seggi potenziali) o ancora i belgi dell’N-VA (4 seggi potenziali) non dovessero aderire al nuovo gruppo. Un’eventualità che potrebbe portare l’Enl di Salvini e Le Pen sopra i 110 seggi e addirittura puntare a diventare il secondo gruppo politico del Parlamento europeo. 

La "terza via" di Salvini e Le Pen

Ma come ama sottolineare Nicolas Bay, deputato del Front national e leader del gruppo Enl in Parlamento, la rivoluzione politica di un’ascesa del blocco di destra non sarebbe solo nei numeri: l’obiettivo è di offrire “vere alternative” al governo dell’Europa. Non per abbattere l’Ue, ma per costruire “un vero progetto europeo, un'altra Europa”, come ha spiegato a Politico. Parole che indicano chiaramente la direzione della terza via intrapresa dalla nuova destra di Salvini e Le Pen, che rinunciando a coalizzarsi con gli estremisti punta a proporsi come forza di governo, magari in una coalizione di centrodestra che abbracci il Ppe e pezzi dei liberali. 

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E il M5s? 

In tutto questo, il Movimento 5 stelle sta a guardare gli sviluppi. Il suo gruppo al Parlamento europeo, l’Efdd, con la Brexit e l’uscita dell’Ukip di Nigel Farage, è in cerca di nuovi alleati per sopravvivere. Ma rischia anche di perdere quelli attuali, come i nazionalisti svedesi, attratti dall’idea di un ritorno nell’Enl. I contatti con Verdi e Alde sembrano non aver portato a nulla di nuovo finora, tanto più dopo l’alleanza di governo con la Lega. Mentre i conservatori, orfani dei Tories britannici, potrebbero essere interessati a un accordo. In quest’ultimo caso, quello di Di Maio potrebbe diventare il partito guida di un nuovo gruppo. Con decise “tendenze” a destra. Magari ritrovandosi, dopo Roma, al fianco di Salvini anche in Europa.  
 

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