Lega fuori dai giochi in Europa, Salvini: “Cordone sanitario sovietico contro di noi”

L’ex ministro smentisce la ‘crisi’ con Marine Le Pen e torna ad attaccare il Mes: “Non è emendabile, è da bloccare e basta”. Conclusa la conferenza stampa a Bruxelles, il senatore torna a Roma: “Il clima è frizzantino e non invidio il premier”

Matteo Salvini al Parlamento europeo (Foto di Dominique Hommel © European Union 2019 - Source : EP)

“Ritenere che decine di milioni di cittadini europei che hanno espresso liberamente il proprio voto siano degli appestati che vanno isolati sanitariamente è quanto di meno democratico c'è sulla faccia della terra”. Dalla sala stampa del Parlamento europeo, Matteo Salvini torna ad attaccare il cordone sanitario, da lui definito “sovietico”, messo in piedi dai partiti di maggioranza in Europa - Socialisti, Popolari e Renew Europe - per arginare l’avanzata sovranista, escludendo da ogni incarico di rilievo gli esponenti del gruppo Identità e Democrazia (Id), del quale la Lega è la prima delegazione. L’ex vicepremier, già eurodeputato per oltre dieci anni, ha espresso tutta la sua amarezza per essere stato confinato all’opposizione dopo essere arrivato primo alle elezioni europee, nel corso di una conferenza stampa assieme a Marco Zanni, presidente di Id.

L'alleanza coi francesi

Secondo Salvini, parlare di cordone sanitario “è di una volgarità, di una violenza, di un odio e di una supponenza imbarazzanti”. A chi gli chiede se sia pronto a scaricare gli alleati ‘scomodi’ che impediscono al Carroccio di fare accordi con le altre forze del centrodestra europeo, l’ex ministro risponde che “l'alleanza con Le Pen non si rompe”. Ma conferma anche la sintonia con le altre forze del centrodestra italiano. 

"Le politiche in primavera"

Con Silvio Berlusconi, annuncia Salvini, “ci vediamo già questa settimana per definire candidati, squadre e programmi” per la corsa alle regionali. “Aldilà della Calabria e dell'Emilia Romagna che votano a fine gennaio - prosegue - ci sono Veneto, Liguria, Marche, Toscana, Campania e Puglia”. “Vogliamo farci trovare pronti - assicura il leghista - anche perché nella grande maggioranza di queste regioni ci sono amministrazioni di sinistra uscenti che hanno fatto disastri”. “Sarebbe il massimo andare a votare per le regionali e per le politiche nella prossima primavera”, confessa ai giornalisti. 

Con i Cinque stelle sul Mes 

Tornando poi sulla polemica riguardante il Meccanismo europeo di stabilità (Mes), Salvini taglia corto: “non è emendabile, è da bloccare punto”. “La nostra posizione è quella dei Cinque stelle - sottolinea - il trattato così come è non è accettabile, va visito, ridiscusso, ridisegnato, emendato che è l'esatto contrario di quello che arrivava ieri da Bruxelles dicendo il pacchetto è chiuso”, sottolinea, ritrovandosi in sintonia con gli ex alleati.

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"Il clima frizzantino"

“Torno in Italia oggi pomeriggio - dice congedandosi da giornalisti ed eurodeputati del suo gruppo, accorsi numerosi per ascoltarlo in sala stampa - perché il clima è frizzantino e al premier non mancheranno le cose da chiarire su tanti fronti”. “Non lo invidio”, conclude con sarcasmo.

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