Von der Leyen gela Salvini: "Nessuna promessa all'Italia"

Il vicepremier vuole un commissario europeo di peso per la Lega. Ma la nuova leader Ue allontana le pressioni nazionali "fino a quando l'intero quadro non sarà finito"

Non è stata fatta nessuna promessa di un portafoglio ai governi di Italia, Polonia e Ungheria per ottenere in cambio i voti in Parlamento. E non è stato preso nessun impegno finanziario per il prossimo bilancio pluriennale dell'Unione. La nuova presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, smentisce le voci di un accordo con il premier Giuseppe Conte (e anche con i leader di Varsavia e Budapest) sulla composizione del futuro esecutivo comunitario. 

In un colloquio con Der Spiegel, von der Leyen assicura: "I desideri sono stati formulati (da perte dei governi in questione, ndr) ma promesse precise non possono essere fatte fino a quando l'intero quadro non sarà definito". Nell'intervista, l'ormai ex ministra tedesca ribadisce la necessità di un nuovo inizio nelle relazioni con alcuni Paesi dell'Europa orientale e ripete le parole pronunciate dinanzi alla plenaria, "dobbiamo superare questa divisione".

Il riferimento è a Polonia e Ungheria, chiaramente. Mentre sull'Italia non sono state fatte ancora aperture chiare sulle richieste della Lega, in particolare di un commissario di peso da assegnare al Carroccio. Di sicuro, non ha giocato a favore di Salvini il fatto che gli eurodeputati leghisti, dopo una lunga melina, abbiano deciso all'ultimo di non sostenere von der Leyen, a dispetto sia del M5s, sia degli impegni presi dal loro stesso governo.

"Non ho niente da rivendicare a titolo personale, che all'Italia spetti un commissario importante è nei fatti e non nelle promesse, sarebbe triste reagire contro un popolo per scelte politiche fatte a tavolino da altri", ha fatto sapere a stretto giro di posta Salvini. Ma l'impressione è che le mosse del Carroccio al Parlamento Ue abbiano complicato la corsa verso un portafoglio di peso per l'Italia (si parla di concorrenza o commercio, almeno nei desiderata di Roma).

Lo dice chiaramente un esponente di punta del M5s a Bruxelles, l'eurodeputato Ignazio Corrao: "Va bene la dialettica interna, ma perlomeno fuori dovremmo essere uniti e cercare di difendere gli interessi nazionali. La decisione della Lega di non votare von der Leyen è stata fatta per logiche di consenso interno. Una volta che hai fatto esporre il Paese, non fai quella sceneggiata e fai comunicati per dire che voti contro perché sei contro il sistema. Così non fai altro che fare un danno al Paese. Si dovrebbe fare meno comunicazione e più fatti”, ha aggiunto. 

Al netto delle questioni interne alla maggioranza, resta il fatto che l'Italia sta cercando un posto importante nel nuovo governo europeo. Caduta (almeno per ora) l'ipotesi di Giancarlo Giorgetti, si fa avanti l'opzione di inviare a Bruxelles una donna, data la carenza di proposte femminili giunte finora a von der Leyen, che vorrebbe una Commissione composta almeno per metà da donne.

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