Salvini e Berlusconi ora litigano su Juncker

Dopo il deficit, è il presidente della Commissione il nuovo terreno di scontro tra i due big (alleati) del centrodestra. Il Cavaliere: “Con lui antica amicizia”. Ma il leader del Carroccio lo gela: “Disastroso, non puo' difendere interessi italiani”. 

ANSA/STAFF BERLUSCONI

“Junker è disastroso e parliamo di una persona che, teoricamente, dovrebbe essere il presidente di 500 milioni di cittadini. Uno che è stato al governo del Lussemburgo, che è il famoso paradiso fiscale del mondo, non può difendere gli interessi degli operai e degli imprenditori italiani”. Che al segretario e candidato premier della Lega, Matteo Salvini, non vada a genio l'attuale presidente della Commissione europea era cosa nota. Che lo faccia a pochi giorni dall'incontro “affettuoso” tra Silvio Berlusconi e Juncker è segno che qualcosa nella coalizione di centrodestra non va.

Su fronti opposti in Europa

Del resto, se alle urne correranno uniti, a Bruxelles Forza Italia e Lega Nord si trovano l'una all'opposizione dell'altra: gli azzurri (e i moderati di Cesa) fanno parte del Ppe e della maggioranza che sostiene il capo dell'Esecutivo Ue, Salvini e i suoi, invece, sono alleati del Front National di Marine Le Pen e dagli scranni di Strasburgo non hanno mancato in questi anni di attaccare più che duramente il presidente Juncker, chiedendone più volte le dimissioni.

L'attacco a Juncker

Una diversità di vedute “europee” che non nasce certo oggi, ma che, a poche settimane dal voto, poteva essere seppellita in nome della diplomazia pre-elettorale. Ma oggi, in una intervista a Radio Capital, Salvini ha deciso di prendere le distanze da Berlusconi, che solo pochi giorni fa aveva detto di essere legato a Juncker da “antica amicizia”: “Lui - dice il leader della Lega - del 3 per cento parla come di un vincolo sbagliato. Umanamente, mi metto nei suoi panni. Per come è stato trattato, ci tiene ad avere buoni rapporti con i vertici europei. Io dico che Juncker, disastroso secondo me, è uno che ha governato il Lussemburgo, il più famoso paradiso fiscale del mondo, e che dunque non può difendere l'interesse dei lavoratori italiani, e a me non interessano quelle frequentazioni”.

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Il programma comune

E casomai non fosse stato chiaro, Salvini ricorda anche i punti del programma comune con Forza Italia e Fratelli d'Italia: “Sull'Europa c'è la difesa del made in Italy e la prevalenza della difesa dell'interesse dell'Italia sul diritto comunitario. La direttiva banche è contro la Costituzione, per esempio, mentre l'Ue dice che alcuni risparmiatori vanno difesi e altri no. Berlusconi si atterrà a quello che abbiamo firmato, e io pure”, ha concluso.
 

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