“Vogliamo far parte della Romania e dell'Ue”. In Moldavia migliaia in piazza per chiedere l'annessione a Bucarest

L'ex repubblica sovietica divisa tra filo-europei e filo-russi. All'orizzonte, il rischio di un nuovo braccio di ferro tra Bruxelles e Mosca 

EPA/DUMITRU DORU

Migliaia di persone in piazza. Secondo gli organizzatori, oltre 100mila. Tutte unite per chiedere l'annessione alla Romania ed emanciparsi dai legami con Mosca. Succede in Moldavia, la piccola ex repubblica sovietica, schiacchiata tra l'Unione europea e la Russia. E proprio per questa posizione geografica, diventata un punto geopolitico sensibile. Ieri, domenica 25 marzo, le organizzazioni filo-occidentali hanno promosso una manifestazione nella capitale Chişinău e adottato una dichiarazione rivolta ai parlamenti moldavi e rumeni perché si adoperino per l'unificazione tra i due paesi.

Il centenario

La data scelta per la manifestazione ha una forte valenza storica: 100 anni fa, infatti, al termine della Prima guerra mondiale, la Moldavia entro' a far parte della Romania. Salvo poi, nel 1940, venire annessa all'Unione Sovietica. Nel 1991, dopo il crollo dell'URSS, il paese ottenne l'indipendenza. Ma tradizioni e cultura sono rimasti fortemente impegnate del passato rumeno, tanto che la lingua maggiormente parlata è quasi identica a quella di Bucarest. 

Un paese diviso

Oggi, il paese è spaccato: una parte dei 3,5 milioni di abitanti sogna di aderire all'Unione europea, un'altra di restare nell'orbita della Russia. Quella filo-occidentale è capitanata dal Partito democratico, attualmente al governo, mentre i filo-russi fanno riferimento al presidente della Repubblica, Igor Dodon, che ha annunciato battaglia in vista delle elezioni parlamentari di novembre. “Dobbiamo condannare la propagazione di questa piaga politica nella Repubblica di Moldova", ha scritto Dodon su Facebook. Ha accusato il governo moldavo di essere responsabile per "la divisione che i sindacalisti creano nella società moldava". 

Le elezioni di novembre

Dodon ha assicurato che le elezioni parlamentari si tradurranno in un governo “pro-Moldavia, patriottico e socialmente orientato” e ha promesso che l'unionismo pro-rumeno verrà messo fuori legge dopo le elezioni: “I servizi segreti stranieri non organizzeranno più azioni destabilizzanti contro il nostro Stato”.

Il ruolo di Bruxelles

Di contro, i manifestanti filo-occidentali hanno annunciato una sorta di referendum consultivo sull'annessione alla Romania da tenersi ad aprile, a un mese dall'importante summit di Varna tra l'Ue e i Balcani occidentali sul tema dell'allargamento. La Moldavia ha firmato un accordo di associazione con Bruxelles, che ha consentito ai suoi cittadini di poter muoversi in Europa senza visti. I negoziati per una vera e propria adesione all'Ue, invece, si sono arenati per via delle divisioni interne e delle tensioni con Mosca. 

La questione è arrivata a Bruxelles, dove le forze politiche pro-europee hanno promosso una serie di incontri al Parlamento Ue e hanno creato think tank, con sede nella capitale belga, per promuovere la riunificazione della Moldavia con la Romania denominato Centro europeo per l'unità rumena.
 

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