I rom, la minoranza più odiata in Europa: 8 su 10 a rischio povertà

Salvini li vorrebbe schedare, l'Europa da anni chiede di rimuovere gli ostacoli ad una normalizzazione della loro vita, garantendo accesso a istruzione, sanità e alloggio. Proprio per quanto riguarda le abitazione l'Italia è segnalata tra gli Stati in cui ci sono maggiori discriminazioni

Sono la minoranza più "odiata" d'Europa. Tra i 10 e i 12 milioni di persone, l'80% delle quali è a rischio povertà e con difficoltà nell'accesso all'istruzione, all'occupazione, alla sanità e agli alloggi. Il nostro Paese proprio nella questione delle abitazioni è segnalato dalla Commissione europea tra quelli che mettono in atto maggiori discriminazioni. Mentre una ricerca del Pew research center indicava che l'86% degli italiani ha una visione negativa dei rom. 

Le parole di Salvini

Il vicepremier Matteo Salvini ha parlato di una necessità di un “censimento” dei rom, accompagnando la proposta con il commento “quelli italiani purtroppo ce li dobbiamo tenere” e facendo tornare alla mente tempi bui del nostro Paese. Le polemiche seguite alla sua sortita, stoppata anche dall'altro vicepremier, Luigi Di Maio, che ha affermato che la cosa sarebbe incostituzionale, hanno portato Salvini a precisare che lui parlava solo di un “monitoraggio”. Al di là del vocabolario utilizzato il leader leghista dà ad intendere che i rom siano un problema in sé, mentre l'Europa da anni insiste che il vero problema è che a queste popolazioni non viene concesso un vero accesso ai servizi indispensabili in un Paese civile.

La situazione in Europa

Una ricerca del Pew research center del 2015 ha rilevato che nei principali paesi europei le comunità rom sono la minoranza più "odiata" dal resto della popolazione. Il dato più allarmante riguarda proprio l'Italia. Ma la discriminazione ha più facce. Nella sua ultima valutazione sul modo in cui gli Stati membri attuano le rispettive strategie nazionali di integrazione la Commissione europea ha notato dei miglioramenti rispetto alla situazione del 2011 ma i problemi restano ancora tanti. La partecipazione dei minori rom all'istruzione è aumentata, passando dal 47% nel 2011 al 53% nel 2016 con i miglioramenti più significativi che si sono registrati in Spagna, Slovacchia, Bulgaria, Ungheria e Romania. Ma questi numeri indicano come ancora in pratica un minore su sue non frequenti la scuola. In alcuni Stati c'è addirittura un problema di segregazione: in Slovacchia, Ungheria e Bulgaria ad esempio oltre il 60% dei minori rom sono separati dagli altri ragazzi.

Non va molto meglio per quanto riguarda l'accesso all'occupazione. La percentuale crescente di giovani rom che non hanno un lavoro né seguono un percorso scolastico o formativo (il 63% nel 2016 rispetto al 56% nel 2011) è per Bruxelles “un segnale preoccupante del fatto che il passaggio dall'istruzione all'occupazione e ad altri settori non è efficace”, così come, sottolinea sempre l'esecutivo, “la mancanza di copertura sanitaria di base rimane un problema grave in alcuni Stati membri. In Bulgaria e in Romania, ad esempio, metà della popolazione Rom non ha accesso alla copertura di base”.

Infine c'è un grosso problema di accesso ai servizi come acqua, corrente ed elettricità, ma soprattutto agli alloggi con diversi Paesi in cui ci sono forti discriminazioni. Tra questi c'è anche l'Italia. Nella comunicazione della Commissione sulle strategie di inclusione dei rom negli Stati membri, il nostro Paese insieme a Repubblica ceca, Spagna e Portogallo è citato tra le nazioni in cui le popolazioni rom “subiscono sempre più discriminazioni in materia di accesso all'alloggio”. Questi Paesi, denuncia Bruxelles, “non mettono in atto misure che combattono la segregazione”, oppure non garantiscono “l'accesso non discriminatorio all'edilizia sociale”.

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