Rimborsopoli in casa M5s? Al Parlamento Ue il Pd attacca: “Usano denaro pubblico per finanziare attività politica”

Secondo una inchiesta di Repubblica, la responsabile della comunicazione dei 5Stelle a Strasburgo avrebbe utilizzato fondi europei per pagare viaggi e trasferte legati alla campagna elettora di Luigi Di Maio. Ma i grillini si difendono: “Tutto falso”

La responsabile della comunicazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo avrebbe richiesto dei rimborsi spese per viaggi e trasferte legati alle campagne elettorali per referendum, elezioni siciliane e quella di Luigi Di Maio. Violando cosi' le norme Ue. E' quanto ha denunciato oggi in una inchiesta il quotidiano La Repubblica. E come c'era da attendersi, la notizia ha scatenato una polemica politica che di Strasburgo è rimbalzata a Roma. Con i 5Stelle pronti a smentire Repubblica e il Pd ad attaccare il Movimento.

L'attacco dei dem

“Aspettiamo di conoscere le risposte grilline, ma soprattutto aspettiamo di vedere cosa fa Luigi Di Maio. Gli segnaliamo, nel frattempo, che in Francia nei mesi scorsi, per una vicenda simile si dimisero tre ministri dell'attuale governo”, ha detto il senatore dem Stefano Esposito, ricordando il caso che ha riguardato tre ex eurodeputati nominati da Macron al governo. “Il reportage di Repubblica ha il merito di far luce sull’ipocrisia grillina: mentre Di Maio e Di Battista urlano onestà in piazza, oscuri funzionari trovano il modo per usare denaro pubblico per finanziare l’attività politica del partito – dice l'eurodeputato Pd Daniele Viotti - È ironico che, dopo aver berciato sulle truffe legate ai fondi europei proprio i grillini si trovino coinvolti in una vicenda dai tratti così poco chiari”.

Secondo quanto ricostruito dal quotidiano, il capo della comunicazione del M5s a Strasburgo, Cristina Belotti, avrebbe richiesto (e in alcuni casi ottenuto) dei rimborsi dal Parlamento Ue per missioni che sarebbero state collegate invece alle campagne elettorali per il referendum del 4 dicembre e per le regionali siciliane dello scorso ottobre. Un'ipotesi di violazione delle regole dell'Europarlamento, che prevedono che le trasferte dei funzionari dei gruppi siano spesate solo se legate alla politica Ue. 

La replica del M5s

In mattinata, il gruppo M5s, minacciando querela, ha fatto sapere la sua versione dei fatti, sostenendo che "non c'è stata nessuna irregolarità nelle missioni in Italia di Belotti" e invitando il giornale a pubblicare i documenti a supporto di quanto scritto. Un invito prontamente raccolto da Repubblica, che ha messo on line una serie di mail tra cui un carteggio conservato dall'amministrazione del gruppo Efdd, la famiglia politica al Parlamento europeo cui appartiene il M5S assieme allo Ukip, per provare "le irregolarità nelle missioni di Belotti". Pubblicate anche altre mail che dimostrebbero che Belotti ha accettato di cancellare la richiesta di alcuni rimborsi "per missioni che non avevano a che fare con il suo incarico Ue", così come sostenuto dal giornale. 

Ma a stretto giro arriva una nuova nota dell'ufficio stampa del M5s, in cui i pentastellati smentiscono la versione del giornale e sostengono che "l'elenco delle altre missioni pubblicate nel nuovo articolo sono state sottoposte a normale verifica interna e giudicate conformi, tant'è che per nessuna di quelle è stato chiesto il rimborso. A tutti i funzionari, anche ai colleghi di Cristina Belotti viene normalmente chiesta verifica delle missioni. Non è il primo caso in cui l'amministrazione di un gruppo verifica le attività dei funzionari". 

Il caso dei funzionari distaccati

Nell'articolo, Repubblica solleva anche il caso dell'assunzione presso il gruppo Efdd di un funzionario e di uno stagista, successivamente distaccati all'ufficio del Parlamento Ue a Roma, dove però, aggiunge Repubblica citando fonti qualificate del Parlamento europeo in Italia, si sarebbero visti "molto raramente". Anche su questo l'ufficio stampa M5s risponde nel dettaglio e dice che una delle due persone chiamate in causa, "da febbraio 2018 è distaccato presso Roma e si è occupato in particolare del restyling del sito della delegazione del Movimento 5 Stelle in Europa e degli eventi degli europarlamentari sul territorio nazionale", accompagnato dalla seconda persona citata da Repubblica, che svolge funzioni di tutor. Quest'ultimo, dice il Movimento Cinque Stelle, "è stato scelto anche perchè residente a Roma in modo da non rappresentare dei costi di missione per il gruppo". 

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