Riforma di Dublino, gli Stati membri ancora divisi. Il dossier slitta a metà 2018

Il tema delle procedure di asilo esce dall'agenda del Vertice Ue del 14 dicembre. Posizioni distanti tra il gruppo di Visegrad e Italia e Grecia. Francia e Germania non hanno fretta.

© European Union , 2015 / Source: EC - Audiovisual Service

Il Parlamento ha già votato la sua proposta a metà novembre, con il no dei grillini e l'astensione del Carroccio, ma per gli Stati membri non c'è fretta per affrontare la riforma del regolamento di Dublino sulle procedure per l'asilo in Europa. Secondo le ultime indiscrezioni il dossier è finito fuori dall'agenda del prossimo Vertice dei capi di Stato e di governo del 14 dicembre, in cui si parlerà di flussi migratori, ma non di come gestire quelli dei richiedenti asilo. Si proverà a chiudere la riforma, che secondo il Parlamento deve imporre una suddivisione dei richiedenti asilo tra tutti gli Stati membri, solo a giugno, al termine delle prossima Presidenza bulgara del Consiglio.

Uno slittamento che è figlio delle enormi tensioni sollevate da Dublino, con posizioni divergenti tra il gruppo di Visegrad - Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia - e Italia e Grecia e con anche Francia e Germania che pendono per un approccio più calmo, lasciando decantare per qualche altro mese il dossier.

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