Stati Ue approvano la riforma del Copyright, inutile l'opposizione dell'Italia

Roma prova a mettersi di traverso e vota contro insieme a Finlandia, Olanda, Polonia, Lussemburgo e Svezia ma non basta. Ora gli Stati avranno due anni per recepire il testo nelle proprie legislazioni

Anche l'ultimo (e fondamentale) passaggio legislativo è stato fatto. La riforma Ue del Copyright è stata definitivamente approvata con il voto a maggioranza dei governi all'interno del Consiglio Ue. A nulla è servita l'opposizione dell'Italia che ha provato ad opporsi insieme a Finlandia, Olanda, Polonia, Lussemburgo e Svezia mentre Belgio e Slovenia si sono astenuti. Dal momento in cui il testo legislativo sarà stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale Ue, gli Stati membri disporranno di 24 mesi per recepire le nuove norme nella legislazione nazionale.

Più potere ai creatori di contenuti

Uno degli obiettivi della direttiva è rafforzare la posizione negoziale dei creatori e dei titolari di diritti affinché siano remunerati per l'utilizzo online dei loro contenuti da parte di determinate piattaforme di contenuti caricati dagli utenti. Le piattaforme interessate dalla nuova normativa (a partire da Google e Facebook) dovranno ottenere un'autorizzazione dai corrispondenti titolari di diritti per 'atti di comunicazione o di messa a disposizione del pubblico' del contenuto. Nei casi in cui non siano stati conclusi accordi di licenza con i titolari dei diritti, dovranno provvedere a determinati adempimenti per evitare di commettere violazioni. In particolare dovranno fare il possibile per ottenere un'autorizzazione; adoperarsi con ogni mezzo per assicurare che non siano resi disponibili contenuti non autorizzati in relazione ai quali i titolari dei diritti abbiano fornito informazioni sufficienti e pertinenti; agire tempestivamente per rimuovere i contenuti non autorizzati dopo aver ricevuto un avviso in tal senso e operare al meglio delle loro capacità per impedire che siano caricati in futuro.

Deroghe per le piccole piattaformi

Le nuove piccole piattaforme avranno un regime agevolato in caso di mancanza di autorizzazione da parte del titolare dei diritti Interessati i prestatori di servizi online attivi da meno di tre anni nell'Unione e con un fatturato inferiore a 10 milioni di euro e meno di 5 milioni di utenti al mese. Dovranno dimostrare unicamente di aver fatto il possibile per ottenere un'autorizzazione e di aver agito tempestivamente per rimuovere dalla loro piattaforma le opere non autorizzate segnalate dai titolari dei diritti. Se però il pubblico di queste piccole imprese supera i 5 milioni di visualizzatori singoli al mese, dovranno anche dimostrare di aver fatto tutto il possibile per garantire che le opere segnalate dai titolari dei diritti non ricompaiano sulla piattaforma in un momento successivo.

Equa remunerazione

Per garantire un'equa remunerazione ad autori ed artisti (interpreti o esecutori) si prevedono cinque misure per rafforzare la posizione degli autori e degli artisti: il principio di remunerazione adeguata e proporzionata per gli autori e gli artisti; un obbligo di trasparenza per aiutare gli autori e gli artisti ad accedere a maggiori informazioni sullo sfruttamento delle loro opere ed esecuzioni; un meccanismo di adeguamento contrattuale che permetta agli autori e agli artisti di ottenere una quota equa quando la remunerazione concordata originariamente risulta sproporzionatamente bassa rispetto al successo della loro opera o esecuzione; un meccanismo per la revoca dei diritti concessi, che permetta ai creatori di contenuti di riacquistare i propri diritti se le loro opere non vengono sfruttate; un meccanismo di risoluzione delle controversie per gli autori e gli artisti.

Giornalismo

Per quanto riguarda la stampa e il giornalismo di qualità, il nuovo diritto riconosciuto agli editori di giornali riguarderà gli utilizzi online delle pubblicazioni di carattere giornalistico da parte dei prestatori di servizi della società dell'informazione (aggregatori di notizie o i servizi di monitoraggio dei media). Viene rafforzato il potere negoziale degli editori di giornali nelle trattative sull'utilizzo dei loro contenuti da parte dei servizi online. I giornalisti, in quanto autori degli articoli alle pubblicazioni di carattere giornalistico, hanno un ruolo essenziale in tale settore per fornire contenuti giornalistici affidabili e di qualità. La direttiva prevede ricevano una quota adeguata dei proventi generati da tale fonte.

Gli snippet

Quanto agli 'snippet' (riproduzione parziale delle pubblicazioni di carattere giornalistico), l'uso di parole singole e di estratti molto brevi non rientra nell'ambito di applicazione del nuovo diritto. Ciò significa che i prestatori di servizi della società dell'informazione continueranno a essere liberi di utilizzare tali parti di una pubblicazione di carattere giornalistico, senza che sia necessaria l'autorizzazione degli editori di giornali.

Potrebbe interessarti

  • Macron adesso 'difende' Conte: "Nessun Paese Ue si immischi sui conti dell'Italia"

  • Caos spiagge, governo e stabilimenti contro la Bolkestein. Ma un pezzo d'Italia sta con l'Ue

  • No al Manneken Pis vestito da Michael Jackson, Bruxelles cambia idea dopo le polemiche

  • "A Matteo Salvini va dato il premio Nobel per la pace"

I più letti della settimana

  • Macron adesso 'difende' Conte: "Nessun Paese Ue si immischi sui conti dell'Italia"

  • Caos spiagge, governo e stabilimenti contro la Bolkestein. Ma un pezzo d'Italia sta con l'Ue

  • Riscaldamento globale, l’Onu avverte: “Si va verso l’apartheid climatico”

  • No al Manneken Pis vestito da Michael Jackson, Bruxelles cambia idea dopo le polemiche

  • "Scoppia bomba alla Commissione Ue": la protesta degli ambientalisti a Bruxelles

  • Standing ovation per Draghi dai leader Ue. Conte: "Orgoglioso di lui"

Torna su
EuropaToday è in caricamento