Riconoscimento facciale: “Troppi rischi”. Ue verso il divieto per 5 anni

Possibile stop alla tecnologia di intelligenza artificiale in tutti i luoghi pubblici europei per questioni di sicurezza. A preoccupare Bruxelles sarebbero i potenziali effetti sulla privacy dei cittadini e sull'uso dei loro dati

Foto commons.wikimedia.org

Riconoscere nella folla un singolo volto presente nei registri delle forze dell’ordine, ma anche contare in pochi istanti l'esatto numero di persone in una piazza, fino ai più disparati usi commerciali messi a punto dagli esperti di marketing. Sono varie le finalità per le quali, negli ultimi anni e in vari Stati Ue, sono stati installati dispositivi di intelligenza artificiale capaci di compiere il riconoscimento facciale degli individui. Ma tutti hanno qualcosa in comune, secondo la Commissione europea che ne sta valutando il divieto per un periodo da tre a cinque anni. Tutte le telecamere intelligenti, a detta di Bruxelles, pongono potenziali rischi sulla privacy dei cittadini europei e sull'uso improprio dei loro dati

Le nuove regole 

È quanto emerge da un documento interno all’esecutivo Ue, visionato e in parte pubblicato da Reuters e Politico, nel quale la Commissione europea scrive che vanno introdotte nuove regole per sostenere quelle attuali che riguardano la privacy e la protezione dei dati personali. “Le regole future - si legge - devono andare oltre quelle attuali e includere un bando limitato nel tempo per il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici”. 

Valutare i rischi e prendere contromisure

Da qui la proposta di vietare il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici per un massimo di 5 anni, finché non si saranno trovate nuove regole per tenere sotto controllo i rischi e assicurare la privacy delle persone. Il provvedimento allo studio della Commissione sarebbe finalizzato ad avere il tempo di identificare e sviluppare “una solida metodologia per valutare gli impatti di questa tecnologia e le possibili misure di gestione dei rischi”.

Deroghe e tabella di marcia

Tuttavia, il divieto potrebbe prevedere specifiche deroghe al fine di consentire l'impiego del riconoscimento facciale nella ricerca e nei progetti legati alla sicurezza pubblica. Tra le proposte al vaglio della Commissione Europea anche quella che i Paesi membri nominino delle autorità nazionali incaricate di sorvegliare sull'implementazione delle nuove norme. La proposta verrà adesso sottoposta ai Paesi membri per il recepimento di pareri in merito, mentre le considerazioni di Margrethe Vestager, Commissario europeo per la concorrenza, sono attese entro febbraio.

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