Referendum e petizioni online, le proposte del M5s per l'Ue: “Il modello? L’Estonia”

Nel programma elettorale per le europee il Movimento punta sulla democrazia diretta “per mettere i cittadini al centro dell’Europa”

Ansa - Antonio Vece

Con le elezioni europee alle porte, il Movimento cinque stelle ha reso noti i capisaldi del programma elettorale con il quale intende presentarsi di fronte ai cittadini. La parola d’ordine è “democrazia diretta”, la battaglia storica del Movimento. I pentastellati intendono dare più spesso la parola ai cittadini per superare il “deficit democratico” e arrivare così a “l’abbattimento di tutti i muri che circondano le Istituzioni europee”.

Il modello Estonia

“Il nostro modello è l’Estonia”, affermano i pentastellati riferendosi al voto elettronico che è una pratica abituale del Paese dove “il 99% dei servizi della pubblica amministrazione sono online e dove dal 2005 sono state già effettuate ben 9 votazioni con il sistema di voto online”. Usare la rete per le consultazioni servirebbe anche ad “abbattere i costi dell’allestimento dei seggi per i referendum europei”. 

I referendum

La consultazione referendaria rimane infatti centrale nel programma pentastellato. “Il referendum europeo consultivo - recita il programma - ridarebbe un’anima a questa Europa fiaccata da divisioni ed egoismi”. Nel mirino del M5s finisce il potere della Commissione di fare proposte legislative. Nell’Europa che hanno in mente i pentastellati, quando tali proposte vengono ritenute dall’Eurocamera come “divisive, nocive e contrarie agli interessi superiori dei cittadini”, andrebbero confermate o rigettate dai cittadini stessi. Il Parlamento potrebbe quindi chiedere una consultazione popolare con il voto dei due terzi dell’assemblea. Il “referendum europeo abrogativo” sarebbe invece l’arma del popolo per “rimediare agli errori degli euroburocrati”. Per indirlo basterebbero le firme di “5 milioni di cittadini, provenienti da almeno un terzo degli Stati membri”. Ma, affinché il risultato abbia effetti, sarebbe necessario raggiungere - secondo i Cinque stelle - un quorum minimo partecipativo del 25% dei partecipanti in almeno tre quarti dei Paesi membri. Una proposta che ricalca, a tratti, quelle già avanzate dal ministro Fraccaro a livello nazionale.

Leggi di iniziativa popolare

I pentastellati intendono inoltre modificare l’attuale Iniziativa dei cittadini europei (Ice) per farla diventare “Iniziativa Legislativa dei Cittadini Europei, con la possibilità per i cittadini di presentare delle vere e proprie proposte legislative”. Tali proposte, una volta superato il controllo di conformità ai Trattati, secondo i penrtastellati “devono essere calendarizzate obbligatoriamente dal Parlamento europeo entro un anno”.

Le europee del 2014

Le nuove linee guida del Movimento riprendono in parte i sette punti con cui i Cinque stelle si erano presentati, per la prima volta, alle europee del 2014. Risalta però l’assenza del referendum sull’euro, che i pentastellati avevano chiesto 5 anni fa depositando al Senato 200mila firme.  Alle precedenti elezioni europee, l’antagonismo sulla moneta unica e il trionfalistico hashtag #vinciamonoi portarono al M5s il 21,1%, risultato di per sé più che soddisfacente per una forza politica all’esordio in Europa. Ma i pentastellati furono quasi doppiati dal dirompente 40,8% del Pd di Matteo Renzi, allora all'apice del consenso democratico prima del grande crollo che ha portato i Dem al 18% di un anno fa. Questa volta il Pd è all’opposizione e, secondo alcuni sondaggi, potrebbero arrivare prima dei Cinque stelle. A parti invertite, i sondaggi parlavano, nel 2014, dello storico sorpasso dei pentastellati sul Partito democratico. E, ancora una volta, solo alle urne verrà data l’ultima parola.

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