Arriva la plastic tax dell’Ue per finanziare il bilancio di Bruxelles

La bozza di quadro finanziario pluriennale presentata agli Stati membri prevede l’introduzione di una tassa sulla plastica non riciclata. La maggioranza dell’Eurocamera sostiene l’iniziativa: “Aumentare le risorse proprie”

Tassare la plastica per finanziare il bilancio Ue. È questa una delle novità principali della proposta di quadro finanziario pluriennale che il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, sottoporrà ai leader degli Stati membri prima e al Parlamento europeo poi. Con un bilancio stimato dai tecnici della presidenza intorno ai 6 miliardi di euro l’anno, la misura fiscale andrebbe a colpire la sola plastica non riciclata. Si prevede anche un aumento delle risorse derivanti dall’Emissions trading system, la struttura di compravendita dei certificati per i diritti di emissioni di CO2, che dovrebbe portare circa altri 8 miliardi l’anno in più nelle casse Ue.

La tassa che deve sparire 

Obiettivo dichiarato della tassa è di azzerarsi, o ridursi sensibilmente, il più presto possibile. L’Ue ha deciso ormai da tempo l’addio alla plastica monouso e vorrebbe diminuire al massimo l’uso del materiale ritenuto altamente inquinante. Ma, al netto delle questioni ambientali, la nuova tassa prova ad affrontare un problema di fondo del bilancio Ue.  

Il problema delle risorse proprie

Ogni sette anni l’Unione europea definisce i limiti di spesa, adottando un quadro finanziario pluriennale (Qfp). E ogni sette anni si ripropone lo stesso braccio di ferro tra Stati membri e istituzioni Ue. I primi vogliono cedere meno soldi possibile al bilancio dell’Unione, ma al contempo pretendono fondi da Bruxelles per sviluppo, sicurezza e via dicendo. L’Ue, dal canto proprio, ha bisogno dei contributi degli Stati per ovviare alla mancanza di entrate, anche dette risorse proprie. Queste ultime sono limitate a percentuali irrisorie rispetto al mare magnum dei soldi europei che vanno poi a finanziari le politiche dell’Ue, dall’agricoltura alla coesione, dalla ricerca alla difesa dei confini. 

Le ambizioni dell'Eurocamera

La tassa sulla plastica risponde quindi al doppio obiettivo di “liberare” gli Stati Ue dal depauperamento di risorse e, allo stesso tempo, dare più soldi a Bruxelles da destinare alle politiche sul territorio. L’idea di aumentare le risorse proprie dell’Ue è stata ribadita da una lettera firmata dai leader dei quattro gruppi parlamentari dell’Eurocamera che, messi assieme, rappresentano la maggioranza schiacciante della plenaria di Strasburgo. Popolari, Socialisti, Liberali e Verdi hanno chiesto espressamente al presidente del Consiglio Michel di introdurre “nuove risorse proprie dell’Ue” come strumento per finanziare “i programmi faro dell’Ue nei settori della gioventù, della ricerca e dell’innovazione, in materia di transizione ambientale e climatica, infrastrutture, digitalizzazione, diritti sociali, migrazione, azione esterna, sicurezza e difesa”. “Ribadiamo la nostra posizione di mantenere lo stesso livello di finanziamento per l'agricoltura, la pesca e le politiche di coesione in termini reali”, precisano gli eurodeputati. Ambizioni che difficilmente saranno mantenute con una tassa sulla plastica non riciclata.

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