Migranti, il governo tedesco si spacca sulla 'solidarietà' all'Italia

Esponenti di Cdu e Csu, i due partiti di centrodestra che reggono il governo Merkel, attaccano il piano per la gestione degli arrivi che dovrebbe essere siglato con Roma e Parigi la prossima settimana. AfD: "Scandaloso"

Il premier Conte a colloquio con la cancelliera Merkel

Non è ancora chiaro se la solidarietà sarà piena o parziale, ossia se il piano per la ripartizione dei migranti che arrivano in Italia e Malta, che la Germania si accinge a firmare insieme a Francia e Finlandia, riguarderà tutti coloro che sbarcano o solo i potenziali rifugiati. Ma intanto, il governo di Berlino si spacca. E un pezzo importante della maggioranza che regge la cancelliera Angela Merkel è pronto a fare le barricate. 

Seehofer sotto accusa

Diversi esponenti dell'Unione cristiano-sociale (Csu) e dell'Unione cristiano-democratica (Cdu), i due partiti di centrodestra che reggono la coalizione di governo con i socialdemocratici, hanno criticato duramente il piano che sta portando avanti, dl lato tedesco, il ministro dell'Interno tedesco, Horst Seehofer. Secondo la prima bozza di un documento che dovrebbe essere firmato da altri Paesi Ue la prossima settimana, la Germania si dovrebbe impegnare ad accogliere il 25% dei migranti (o dei richiedenti asilo, la differenza non è minima) che sbarcano in Italia o a Malta in seguito a delle operazioni di soccorso. Troppi, secondo alcuni esponenti del centrodestra.

"Non possiamo garantire in maniera forfettaria il 25 per cento di un numero sconosciuto di migranti dopo aver stabilito un tetto all'immigrazione in Germania che potrebbe essere raggiunto quest'anno: questa non è una politica per l'immigrazione lungimirante ", ha detto al quotidiano tedesco 'Frankfurter Allgemeine Zeitung' Andrea Lindholz, deputata della Csu al Bundestag. A sua volta, Philip Amthor, deputato della Cdu, ha avvertito che il piano dovrebbe essere tale da "non creare nuovi fattori di attrazione per i migranti illegali". Per il deputato della Cdu, i salvataggi dei profughi nel Mediterraneo devono essere destinati alle "emergenze umanitarie e non devono diventare una piattaforma per l'immigrazione in Germania".

Il timore di una parte del centrodestra tedesco è di perdere consensi a favore dell'AfD, il partito di estrema destra che da tempo sta conquistando voti a scapito proprio di Cdu e Csu. E che potrebbe scavalcare i moderati alle prossime elezioni in Turingia. Secondo Alexander Gauland, con Joerg Meuthen copresidente di AfD, il piano di Seehofer è "scandaloso" perché il ministro dell'Interno, "invece di frenare l'immigrazione illegale, come ha promesso in precedenza, sta facendo esattamente il contrario e sta creando incentivi per i trafficanti di esseri umani e gli immigrati illegali".

La difesa del ministro

A rispondere a queste critiche è stato lo stesso ministro degli Interni: "E' incredibile che sia necessario giustificare il salvataggio di vite umane", ha detto Seehofer, aggiungendo che il governo federale è "lontano anni luce da qualsiasi cambiamento nella sua politica migratoria". Per rafforzare la propria posizione, il ministro dell'Interno tedesco ha illustrato gli ultimi dati sull'immigrazione in Germania. Dal luglio del 2018, sono 2.1999 i migranti soccorsi nel Mediterraneo: la Germania si era impegnata ad accoglierne 565, "ma ne sono arrivati soltanto 225 in 15 mesi". Per il 2019, invece, si attendono tra le 140mila e le 150mila richieste di asilo, fino a 25mila in meno rispetto allo scorso anno. A tal riguardo, Seehofer ha osservato come, qualora venissero confermate, tali cifre sarebbero ben al di sotto delle 200 mila persone in cerca di protezione internazionale che costituiscono il limite superiore all'immigrazione in Germania previsto dal'accordo su cui si basa la Grande coalizione, l'alleanza tra Cdu, Csu e Partito socialdemocratico tedesco. 

La rotta balcanica

Seehofer ha poi spiegato che l'accordo con l'Italia riguarderebbe la rotta del Mediterraneo centrale. E che il "vero pericolo per una nuova ondata disordinata di migranti" è altrove, ossia la rotta balcanica, "a causa della condizioni in Grecia e Turchia". Soltanto il 18 settembre scorso, nelle isole della Grecia sono giunti 791 profughi, complice anche il fatto che la Turchia ha allentato i suoi blocchi ai flussi, iniziati in seguito a un accordo con l'Ue che aveva stanziato 6 miliardi per aiutare Ankara nella gestione dei migranti. Un accordo che adesso il presidente Recep Erdogan vuole ridiscutere con Bruxelles.

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