A Bruxelles è scontro tra Pd e M5s sulla commissione d'inchiesta sulla Russia

L'alleanza giallorossa si divide in Aula sull’apertura di una indagne sulle ingerenze elettorali straniere. Il dem Benifei attacca i pentastellati che si sono opposti, ma loro smentiscono accordi con la Lega: “Invenzioni giornalistiche”

“Smentiamo nel modo più categorico”. Non sono piaciute per niente al Movimento 5 stelle le indiscrezioni giornalistiche sul ritorno di fiamma con gli ex-alleati della Lega. Ma il voto della plenaria del Parlamento europeo parla chiaro: M5s e Carroccio hanno votato assieme contro l’istituzione della commissione parlamentare sulle ingerenze elettorali straniere, che avrebbe avuto anche il compito di indagare sulla disinformazione e la diffusione orchestrata di fake news sul web. Tra i primi dossier sul tavolo della commissione ci sarebbe stato anche quello dei legami tra la Russia e i partiti accusati di essere in combutta con Mosca, come la Lega, sospettata di aver chiesto fondi al Cremlino. E mentre il voto contrario dei leghisti era dato per scontato, il ‘no’ dei 13 pentastellati presenti in Aula ha contribuito in modo determinante ad affossare il provvedimento, bocciato con 320 voti contrari e 306 favorevoli. 

La polemica col Pd

“Avrebbero dovuto votare diversamente”, reagisce seccato il capodelegazione del Pd all’Eurocamera, Brando Benifei. “Ne parleremo con loro, anche perché non ci hanno spiegato i motivi della loro posizione”, assicura l’esponente dem in un’intervista a La Stampa. Benifei spiega che “anche i Verdi e i Liberali hanno votato contro ritenendo che del caso delle ingerenze russe è più opportuno che si occupi la commissione Libertà civili e affari interni, non una struttura ad hoc”. Ma il M5s, oltre ad aver detto ‘no’ alla commissione speciale, si è anche astenuto nel voto della risoluzione sulle ingerenze straniere, approvata da una larga maggioranza, che cita le inchieste pubblicate da “Buzzfeed e L'Espresso il 10 luglio 2019 nei confronti della Lega per Salvini Premier”, relative all’incontro tra Gianluca Savoini, consigliere di Matteo Salvini, e tre uomini d’affari russi all’hotel Metropol di Mosca. 

La risposta del M5s

“Hanno sbagliato, avrebbero dovuto smarcarsi dalla Lega”, aggiunge Benifei. “Con gli europarlamentari della Lega non c’è stato nessun patto, si tratta di una invenzione giornalistica”, replica a muso duro la delegazione del M5s. Paventando il rischio che la nuova commissione parlamentare “si sarebbe trasformata nell’ennesima occasione di scontro ideologico senza decidere nulla”, i pentastellati motivano il loro ‘no’ anche con riferimento alla “difficile situazione geopolitica”. “Con l’ennesima crisi mediorientale aperta - scrivono in una nota - riteniamo non opportuna la creazione di una commissione d’inchiesta che avrebbe esacerbato le già difficili relazioni con il partner russo”, con il quale “vanno aperti canali di dialogo” perché “alzare muri di diffidenza e ostilità non porta a nulla”. “Per queste ragioni sul voto finale alla risoluzione ci siamo astenuti”, conclude la nota.

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