“Il Pd sostenga un governo M5s”: da Strasburgo arriva l'appello "antifascista" della sinistra europea

A lanciarlo l'eurodeputata italiana Barbara Spinelli e il collega Pascal Durand. “Mettete i calcoli elettorali da parte e date all'Italia un governo nel quale l'estrema destra non avrà posto”. Perché “il fascismo è alle porte” dell'Europa. Il nemico? Il duo Salvini-Le Pen

Da sinistra: Barbara Spinelli, Pascal Durand, Luigi Di Maio, Matteo Renzi / Foto da Ansa e Europarl

“Occorre costruire l'alternativa a un governo che aprirebbe al nazionalismo, al razzismo e alla xenofobia”. E per questo, “pensiamo che il Partito democratico debba tentare un negoziato con M5s e Liberi e Uguali” per formare un nuovo esecutivo in Italia. Firmato Pascal Durand e Barbara Spinelli, ossia due degli eurodeputati più influenti di quel fronte di sinistra del Parlamento europeo che va dal gruppo Gue (Lista Tsipras per intenderci) ai Verdi. Sono loro a intestarsi l'appello che sta facendo proseliti a Strasburgo e che è stato rilanciato oggi in Italia sulle pagine del Fatto Quotidiano, alla vigilia della delicata direzione dei dem.

Il M5s forza “por-europea”

L'appello non è solo una sponda in più a chi nel Pd (pochi in realtà) chiede di sotterrare l'ascia di guerra e sostenere il partito di Di Maio in chiave anti-centrodestra (e Lega), ma rappresenta anche una svolta nei rapporti tra i 5 Stelle e un pezzo storico della politica europea. L'M5s, infatti, ha cercato nel recente passato di accreditarsi al Parlamento Ue come forza pro-europea per far dimenticare la decisione iniziale di iscriversi al gruppo dell'Ukip di Nigel Farage, uno dei promotori della Brexit. Prima i contatti con i Verdi caduti nel vuoto, poi il passaggio saltato all'ultimo minuto nel gruppo dei liberali dell'Alde. 

L'elezione di Castaldo

Il muro ha incominciato a infrangersi quando Strasburgo ha votato a favore della nomina di un esponente pentastellato, Fabio Massimo Castaldo, alla vicepresidenza del Parlamento europeo. E adesso, con l'affermazione elettorale del 4 marzo, le posizioni più “morbide” su Euro e Ue di Luigi Di Maio, ma anche le prospettive di un'avanzata della destra di Matteo Salvini e Marine Le Pen a fronte di un calo di consensi preoccupante del centrosinistra europeo, a Strasburgo si comincia a guardare al Movimento 5 Stelle come un'ancora di salvezza dalla deriva populista. Già, proprio quel populismo di cui finora Di Maio e i suoi sono stati ampiamente accusati in Italia e a Bruxelles. 

L'appello di due figli della Resistenza

I primi a tendere una mano sono i Verdi e il gruppo della sinistra Gue (a cui fanno riferimento Podemos, Siriza e Potere al Popolo). Il nome di Barbara Spinelli, poi, è di primissimo piano in Europa, dato che sua padre Altiero è uno dei padri dell'Unione europea, nonché antifascista costretto al confino. E' il filo dell'antifascismo italiano che porta a Durand, l'altro promotore dell'appello: esponente di spicco dei Verdi francesi, il padre di Durand era italiano e fu costretto a lasciare il paese per la sua opposizione a Mussolini. 

“Noi, figli di militanti antifascisti – scrivono non a caso nell'appello – di chi ha resistito all'odio e all'oppressione”, ricordiamo “cio' che i nostri genitori ci hanno raccontato: che il fascismo si alimenta sempre della codardia e della rassegnazione degli altri, oltre che dell'ostinazione a preservare, sia pure momentaneamente, l'illusoria purezza della loro immagine”. 

Il nemico, insomma, è alle porte. E il Movimento 5 Stelle puo' essere un argine, dato che, ricordano Durand e Spinelli, “noi lavoriamo quotidiamente con gli eletti” del M5s e “sappiamo come le nostre voci si uniscano sempre nel Parlamento europeo quando si tratta di promuovere la solidarietà e la democrazia”. 

Il rischio “neo-fascista”

Da qui l'appello al Pd affinché rinunci a “compiacersi in una confortevolo opposizione”, un comportamento non “all'altezza della sfida di oggi, cioè difendere in Europa i diritti e le libertà fondamentali, i principi comuni sui quali si è costruita l'unione del nostro continente”. 

“Cari amici del Partito democratico – concludono – ci sono scenari ben peggiori di quello indicato da Renzi, di divenire 'la stampella di un governo anti-sistema'. Potreste diventare il predellino di un governo neo-fascista”.  

Lo stop di Renzi

Un messaggio alto, insomme, che pero' rischia di cadere nel vuoto. "Non esiste governo guidato dai 5 Stelle che possa ottenere il via libera del Pd – ha detto oggi Matteo Renzi sul Corriere - Abbiamo detto che non avremmo mai fatto il governo con gli estremisti, e per noi sono estremisti sia i 5 Stelle che la Lega. L’unico modo che hanno per fare un governo è mettersi insieme, se vogliono".  

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