“Parlamento di Bruxelles cambi nome in ‘Strasburgo’”, l’idea geniale contro la doppia sede

Lo stratagemma del deputato-poeta Nico Semsrott: aggirare i trattati, che impongono l’esodo mensile dei parlamentari dal Belgio alla Francia, chiamando l’Aula belga come il capoluogo alsaziano

Nico Semsrott. Foto © European Union 2019 - Mathieu CUGNOT

Archiviare la contestata e costosa doppia sede del Parlamento europeo con una battuta e una bottiglia di Champagne. L’eurodeputato Nico Semsrott, già attore di satira e campione di poesia ‘slam’, ha scritto una lettera al presidente dell’Eurocamera, David Sassoli, per suggerire un metodo alquanto originale per risolvere il grattacapi di parlamentari, funzionari, lobbisti e giornalisti che dodici volte l’anno sono costretti a trasferirsi da Bruxelles a Strasburgo per la riunione plenaria del Parlamento europeo. “È una stupida tradizione che risale a sessant’anni fa”, accusa Semsrott in un video dove annuncia la sua trovata: “Nei trattati c’è scritto che la sede del Parlamento è a Strasburgo, ma non è specificato ‘nella città di’ Strasburgo”.

Lo stratagemma

“La mia squadra di grandi menti legali ha trovato una via d’uscita”, scrive il deputato tedesco a Sassoli. “Da oggi in poi quest’Aula parlamentare si chiamerà Strasburgo”, scandisce Semsrott nel video satirico, prima di spaccare una bottiglia di Champagne sulla parete all’ingresso dell’Aula parlamentare di Bruxelles, che ospita saltuariamente le riunioni “mini-plenarie” dell’Eurocamera. Con la rottura della bottiglia, il rito propiziatorio (che in realtà si usa per varare le nuove imbarcazioni) va a buon fine e un post-it con su scritto “Strasbourg” suggella il nuovo nome dell’Aula.

Il Partito

Nessuna risposta ufficiale è arrivata dal Parlamento europeo a quella che - presumibilmente - è solo l’ultima provocazione dell’eurodeputato tedesco del partito satirico “Die Partei”, Il Partito. In Germania, la formazione si è aggiudicata quasi 900mila voti alle elezioni europee di fine maggio, pari al 2,4% dei suffragi e due seggi al Parlamento europeo. 

Chi è Nico Semsrott

Nico Semsrott si auto-definisce “uno che ha fallito nel raggiungere la vetta nella sua carriera come coach demotivazionale”, e che è stato definito “il comico più triste del mondo”. “E poiché nulla è più deprimente dei politici che fanno satira - prosegue Semsrott - ho deciso di contrattaccare e fare politica come satirista”.  “L'Ue è in una profonda crisi”, dichiara sulla sua pagina web, “e lo sono anch’io”.

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