In Europa si consolida il patto a 4 contro i sovranisti

Popolari, socialisti, liberali e Verdi pronti a un'alleanza per governare per i prossimi 5 anni il Parlamento e la Commissione Ue. E frenare i sogni di gloria di Salvini, Le Pen e Farage

Le forze europeiste insieme contro la minaccia sovranista. I principali gruppi del Parlamento europeo – Ppe, S&D, Alde e Verdi – tentano di costruire il cordone sanitario a difesa del progetto comunitario. Le quattro famiglie politiche hanno annunciato di avere avviato “il processo politico” per arrivare a garantire un percorso legislativo nei prossimi cinque anni, ma una maggioranza vera e propria ancora non c’è. C’è la volontà di vedere se è possibile trovarne una, e su questo si lavorerà la prossima settimana.

Le tappe

Dal 12 al 17 giugno le quattro anime del Parlamento europeo che hanno deciso di intavolare trattative si confronteranno su più tavoli: affari economici, affari esteri, commercio, stato di diritto, clima. Questi i gruppi di lavoro dove due membri di ciascun gruppo parlamentare si confronteranno. L’obiettivo è produrre un documento da presentare ai capi di Stato e di governo dell’Ue il 20 e 21 giugno, in occasione del vertice che dovrebbe sciogliere i dubbi circa i nomi dei prossimi presidenti delle istituzioni comunitarie.

Vertice a Bruxelles per le poltrone che contano. E l'Italia è fuori

Le più alte cariche europee e il programma politico sono due cose strettamente legate. Ciò nonostante in Parlamento si tenta di lavorare autonomamente, seppur in parallelo, per evitare che la questione delle poltrone impedisca di ritardare i lavori sull’agenda che poi i futuri presidenti dovranno coordinare. Un esercizio non facile.

I punti dell'accordo

Sullo stato di diritto ci sono le questioni interne ai popolari (Ppe) e ai social-democratici (S&D), con il partito del primo ministro ungherese Viktor Orban e la sinistra romena ora al governo. Il primo è attualmente sospeso dal Ppe per le misure considerate troppo lesive delle libertà fondamentali, e l’Spd romeno è travolta da scandali di corruzione. Non è chiaro quanto dura e ferma saprà essere la linea che i gruppi del centro-destra e del centro-sinistra europea sapranno dare. Verdi e liberali vogliono garanzie in tal senso.

Quanto alle questioni climatiche, le ambizioni dei Verdi sono ben più forti di quelle degli altri gruppi. Più volte i greens hanno accusato i popolari di fare il favore delle grandi imprese, ivi comprese quelle meno amiche dell’ambiente della sostenibilità. Bisognerà vedere quali e quante saranno le concessioni che i Verdi sapranno fare su questo dossier. 

Sul commercio le visioni sono diverse. Nessuno mette in discussione libero scambio e libero mercato, ma le loro traduzioni in pratica non sempre mettono d'accordo. Ne è un esempio il glifosato, il principio attivo dei pesticidi utilizzati in agricoltura. I Verdi ne avrebbero voluto la messa al bando, il Ppe non ha espresso una posizione così netta. 

La questione russa

Anche la politica estera non è scevra di ostacoli. La Russia è uno di questi, tanto per citarne uno. Non tutti sono dell’idea che Mosca vada vista come un nemico. La Germania (che ha rappresentanti in tutti e quattro i gruppi) ha interessi economico-energetici forti in ballo. Qui le divisione rischiano di essere soprattutto intra-gruppo prima ancora che inter-gruppo. Lo stesso vale per le relazioni con gli Stati Uniti. I diversi interessi commerciali in ballo nella guerra dei dazi (vedasi alla voce ‘industria automobilistica tedesca’) potrebbe incidere nella definizione dell’agenda.

Non sarà semplice, dunque. Ma ci si proverà. Se si vuole dare una risposta alle ricette dei sovranisti questa maggioranza appare un percorso obbligato. La prossima settimana fornirà indicazioni sulla prossima legislatura europea, al via a inizio luglio.

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