Carri armati, paramilitari e gang di motociclisti a caccia di migranti: adesso le ronde fanno paura agli stessi populisti

Le autorità di Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia in allarme per il diffondersi di vere e proprie milizie il cui scopo è scovare "irregolari". Nel nome della propaganda anti-Ue e pro-Russia

La base paramilitare dei Lupi della Notte vicino Bratislava

In un anno, si sono fatti carico di poche decine richiedenti asilo. E quando Italia e Grecia hanno chiesto un aiuto per far fronte all'emergenza, hanno chiuso le porte. Ma la retorica anti-immigrazione rischia ora di ritorcersi contro i governi di Slovacchia e Repubblica Ceca, alle prese con un problema di sicurezza interna ben più pericoloso degli arrivi di migranti. Già, perché i servizi di intelligence dei due ex paesi del blocco sovietico sono in allarme da quando hanno scoperto l'esistenza di vere e proprie organizzazioni paramilitari, con tanto di carri armati e mezzi corazzati, che insieme a bande di motociclisti pattugliano il territorio a caccia di “irregolari”. Un fenomeno che riguarda anche la Slovenia. 

Repubblica Ceca

A Praga, le autorità sono in agitazione da quando un rapporto dei servi segreti reso noto da un quotidiano locale ha snocciolato i numeri di quello che sembra un vero e proprio esercito parallelo: 2.500 membri, 90 filiali nazionali, arsenali tirati fuori da quello che resta del grande patrimonio di armi e munizioni conservato nelle cantine delle famiglia ceche (ma anche slovacche) dopo la caduta del Muro di Berlino. A gestire questa rete è la Guarda nazionale, gruppo che, scrivono gli 007 di Praga, ha iniziato “ad adottare il concetto di gruppi armati, poiché alcuni membri sono fortemente xenofobi, razzisti e rifiutano completamente gli orientamenti della politica interna ed estera ceca, potrebbero rappresentare un significativo rischio per la sicurezza”. 

I gruppi della Guardia nazionale pattugliano le strade di alcune piccole città ceche, come Nymburk, 50 km a ovest di Praga, in cerca di migranti irregolari. Sembrano avere legami con la polizia locale e hanno il sostegno politico della Democrazia nazionale, un partito marginale di estrema destra. Hanno anche leader ideologici, come David Buchtel, professore universitario e memndo della Democrazia nazionale, che pubblica volantini in cui si accusa la Nato di voler “occupare” la Repubblica Ceca e costringerla a prendere i migranti. Per Andor Sandor, ex capo dell'intelligence ceca, “il problema è che le persone pensano che né lo Stato, né l'Unione europea possano gestire l'immigrazione,  e per questo sono favorevoli a chi agisce da solo per proteggere famiglia e proprietà”. 

Slovacchia

Nella vicina Slovacchia, l'emergere di ronde paramilitari ha aspetti ancora più inquietanti. A Dolna Krupa, paese a 50 km da Bratislava, è stata scoperta una base per esercitazioni con tanto di poligono di tiro, carri armati e mezzi corazzati: li usavano una banda di motociclisti, i Lupi della Notte, insieme a due gruppi di estrema destra, i Soldati slovacchi e NV Europa.  

A preoccupare l'intelligence slovacca sono anche i rapporti tra questi gruppi e la Russia. Legami che si pensa possano esserci anche con la Guardia nazionale ceca. Del resto, tutte queste forze ripetono come un mantra quelli che sono i cavalli di battaglia della propaganda della Russia sui migranti e sui fallimenti dell'Ue. 

Slovenia

Anche la Slovenia ha il suo gruppo paramilitare anti-migranti con cui fare i conti. Le autorità di Lubiana non hanno dovuto fare grandi ricerche per scoprirlo: è stato tale Andrej Sisko, politico di estrema destra, a pubblicare un video sulla sua pagina Facebook in cui si vede un gruppo di circa 70 uomini mascherati armati di mitragliatrici nella campagna slovena.

Il gruppo, chiamato Guardia di Stajerska, è stato filmato mentre prestava giuramento per garantire l'ordine pubblico nel paese. Secondo la Reuters, i componenti sarebbero diverse centinaia. “Non stiamo facendo nulla di sbagliato e saremmo anche interessati a cooperare con la polizia”, ha detto Sisko, il cui partito politico, Slovenia Unita, ha tra i suoi valori di base la difesa dell'identità etnica del Paese. 

L'avanzata dell'estrema destra

Quanto sta accadendo in Slovacchia, Repubblica Ceca e Slovenia fa il pari con l'avanzata dei movimenti di estrema destra. Un'avanzata favorita dalla rabbia dei cittadini verso i migranti. Eppure, l'invasione di cui tanto si parla non viene confermata dai fatti: in questi Paesi, la percentuale di extracomunitari di aggira tra il 2 e il 3% della popolazione. 

Nonostante questo, Repubblica Ceca e Slovacchia hanno guidato, insieme a Ungheria e Polonia, il blocco anti-migranti che ha di fatto mandato all'aria il tentativo della Commissione europea di istituire un meccanismo di ripartizione dei richiedenti asilo tra i vari Stati membri, in modo da ridurre la pressione sui Paesi di primo ingresso come Italia, Grecia e Spagna.

Eppure è proprio al governo italiano, in particolare a Matteo Salvini, che esponenti come il primo ministro ceco Andrej Babis guardano per creare un asse politico europeo. Poco importa la solidarietà tra Stati membri: cio' che conta è andare contro l'immigrazione. Anche a costo di ritrovarsi con gruppi armati per le strade a dare la caccia a chi ha la pelle diversa, come successo a Chemnitz in Germania. 

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