Papa Francesco ai Paesi Ue: “Poco coerente vendere armi a chi ammazza i bambini”

Il pontefice, di ritorno dal viaggio in Marocco, sposa la linea Merkel sui migranti: “Impedire l’emigrazione non con la forza, ma con la generosità”. E su Alexis Tsipras: “Merita il premio Nobel”

Un Papa che non le manda a dire. Di ritorno dalla visita in Marocco, il pontefice ha risposto alle domande dei giornalisti, senza risparmiare critiche all’Europa che si arricchisce con l’industria bellica e che innalza muri per impedire ai migranti di passare la frontiera spagnola. Francesco ha ammesso di essersi commosso dopo l’intervista con Jordi Évole, che gli ha mostrato un pezzo di filo spinato con lame affilate per rinforzare i muri che separano la città spagnola di Melilla dal territorio marocchino. “Ho pianto - ha detto il Papa - perché non entra nella mia testa e nel mio cuore tanta crudeltà”. 

Ma durante il dialogo coi giornalisti, avvenuto durante il volo Rabat-Roma, il Papa non ha risparmiato altre critiche nei confronti degli Stati a nord del Mediterraneo. “Se l'Europa così generosa vende le armi allo Yemen per ammazzare dei bambini - si chiede il vescovo di Roma - come fa l'Europa a essere coerente?”. Francesco si riferisce alla strage avvenuta pochi giorni fa durante un attacco aereo che ha colpito un ospedale yemenita. Sotto le macerie della struttura, gestita dalla Ong Save the children, hanno trovato la morte cinque bambini, un medico e due civili.  

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“L’Europa - ha proseguito il pontefice - se vuole essere la madre Europa e non la nonna Europa, deve investire, deve cercare intelligentemente di aiutare a sollevarsi con l'educazione, con gli investimenti”, ha spiegato, precisando che questa non è la sua ricetta sull’immigrazione, ma “lo ha detto il cancelliere Merkel”. Bergoglio ha poi proseguito, con parole di stima per la premier tedesca, “è una cosa che lei porta avanti abbastanza: impedire l’emigrazione non con la forza ma con la generosità, gli investimenti educativi, economici, eccetera, e questo è molto importante”.

Un altro leader europeo che piace al Papa è sicuramente il presidente greco Alexis Tsipras. Riprendendo sul tema dei migranti, Bergoglio ha infatti ricordato un suo colloquio “con un governante, un uomo che io rispetto e dirò il nome, con Alexis Tsipras”. “E parlando di questo e degli accordi di non lasciar entrare [i migranti ndr], lui mi ha spiegato le difficoltà, ma alla fine mi ha parlato col cuore e ha detto questa frase: I diritti umani sono [vengono ndr] prima degli accordi”, ricorda il papa. “Merita il Nobel per questa frase”, ha concluso. 

Il Papa ha dato quindi l’impressione di appoggiare la divisione dei migranti per quote tra i Paesi europei, sottolineando: “È vero che un Paese non può ricevere tutti, ma c’è tutta l’Europa per distribuire i migranti”. “Perché l’accoglienza deve essere con il cuore aperto - sostiene Bergoglio - poi accompagnare, promuovere e integrare”. “Se un Paese non può integrare deve pensare subito di parlare con altri Paesi: tu quanto puoi integrare, per dare una vita degna alla gente?”, ha concluso il Papa. 

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