Ostriche, champagne e aragoste a cena. Nella bufera il ministro di Macron

De Rugy, ex-presidente Camera, avrebbe organizzato pasti luculliani per i suoi ospiti con soldi pubblici. Ma lui si difende: “Accuse grottesche, non mi dimetto”

Da sempre la Francia è associata alla grandeur, la grandezza che risale ai tempi del Re Sole. Ma forse Francois De Rugy, membro dell'esecutivo di Emmanuel Macron, ha interpretato il suo senso in maniera sbagliata. Il ministro dell'Ambiente ed ex presidente dell'Assemblea Nazionale è finito in uno scandalo perché accusato di aver usato soldi pubblici per pagare cene grandiose a base di ostriche, champagne, aragoste giganti e vini da centinaia di euro a bottiglia.

L'inchiesta

A rivelarlo è stata un'inchiesta del sito di giornalismo investigativo Mediapart secondo cui il fedelissimo del presidente Macron avrebbe organizzato tra ottobre 2017 e giugno 2018 - vale a dire quando era ancora alla guida del Palais Bourbon, la camera bassa del Parlamento di Parigi - almeno una decina di cene di questo tipo, tra cui una nel giorno di San Valentino, senza nesso apparente con il suo incarico di capo dell'Assemblea. Tra gli invitati all'Hotel De Lassay - sede del presidente della Camera - diversi familiari e amici, soprattutto della moglie Séverine De Rugy, giornalista al settimanale di gossip Gala. Il ministro si è inizialmente difeso con un post su Facebook assicurando che si è trattato di "cene informali legate all'esercizio" delle sue funzioni "con personalità della società civile". De Rugy ha quindi puntato il dito contro l'articolo ritenuto "grottesco". Fonti a lui vicine hanno assicurato che durante il suo mandato alla guida dell'Assemblée, le spese di rappresentanza all'Hotel De Lassay, sono diminuite.

I lavori in casa sospetti

Ma Mediapart ha anche pubblicato una seconda inchiesta in cui sostiene che De Rugy e sua moglie avrebbero effettuato dei lavori di ristrutturazione dal costo di 62mila euro, pagati dal contribuente, nella residenza ufficiale al ministero dell'ambiente per questioni di “comodità”, e non per necessità impellenti. Il sito web ha dichiarato che la costosa ristrutturazione, che comprendeva la verniciatura, il montaggio dei tappeti e la costruzione degli armadi a muro non era essenziali.

"Non mi dimetto"

"Non ho assolutamente alcun motivo di dimettermi", ha dichiarato De Rugy in un'intervista. "Sono intollerante ai crostacei, all'aragosta. Non ne mangio, non mi piacciono neanche le ostriche, lo champagne, mi fa venire il mal di testa. Detesto il caviale", ha dichiarato annunciando l'intenzione di denunciare tutti quei media che lo stanno a suo avviso calunniando per il suo stile di vita.

Convocato dal premier

Il ministro è stato amche convocato dal premier, Edouard Philippe. In molti avevano pronosticato le sue dimissioni ma una volta finito l'incontro De Rugy è stato confermato, almeno per ora, al suo posto e si è impegnato a "rimborsare ogni euro" eventualmente contestato. Il ministro della Transizione ecologica si è detto pronto a sottoporsi alle "autorità di controllo" dell'Assemblea Nazionale, per accertare che - come sostiene - tutto era assolutamente regolare, nel quadro delle sue funzioni di rappresentanza. Quanto agli elevati costi di ristrutturazione del suo appartamento di servizio, il premier ha chiesto "al segretariato generale del governo di avviare" già da oggi un'ispezione che permetterà di verificare il rispetto delle regole in vigore e il principio di "esemplarità imposto all'insieme dei ministri".

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