Ordigni fatti in casa, dal Parlamento le nuove norme per fermare potenziali attacchi terroristici

Regole più severe per la vendita dei prodotti che possono essere usati per fabbricare le bombe, anche su internet

Un esplosivo trovato dalla Polizia lo scorso marzo nell'abitazione di un presunto terrorista

Il Parlamento europeo vuole rendere più difficile per i terroristi la fabbricazione e l’utilizzo di esplosivi fatti in casa, utilizzati nel 40% degli attacchi sferrati in Europa tra il 2015 e il 2016. La commissione Libertà civili stringe all’unanimità (32 voti a favore) le maglie innanzitutto su internet, chiarendo che i mercati on-line sono “ugualmente coperti” dalle regole sulla vendita e sulla segnalazione di transazioni sospette.

Cosa prevede il testo

Previsto per tutti l’obbligo di segnalare entro 24 alle autorità responsabili le operazione di compra-vendita sospette di precursori di esplosivi, vale a dire le sostanze che potrebbero essere utilizzate per fabbricare ordigni. In tal senso si chiede di smetterla con il solo requisito della carta d’identità per l’acquisto sostanze o prodotti oggetto di restrizioni alla vendita, ma di legarle a speciali permessi per il cui rilascio andrebbero previste condizioni “rafforzate”, tra cui il controllo dei precedenti penali. Infine l’acido solforico viene aggiunto alla lista dei prodotti non soggetti a libera vendita.

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