"I migranti usati per rimpiazzarci", Orban rispolvera la teoria della sostituzione etnica

Il premier magiaro durante un summit sui problemi demografici. Regina Maroncelli (Confederazione europea famiglie numerose): “L’Ungheria è il nostro modello”

Riprodursi o sparire. È questo il monito che lancia il primo ministro ungherese Viktor Orbàn nel corso del Summit sulla demografia di Budapest, appuntamento che riunisce i sostenitori della politica “family first” (prima la famiglia). L’occasione giusta non solo per evidenziare gli sforzi del Governo magiaro per arginare la fuga dei giovani e lo spopolamento dell’Ungheria, ma anche per rispolverare il cavallo di battaglia del controverso leader nazionalista, quello della “scambio di popoli” che vedrebbe gli europei rimpiazzati dagli immigrati per volere dei poteri forti. Convinta dal piano di Orbàn per le nascite l’italiana Regina Maroncelli, presidente della Confederazione europea delle famiglie numerose, anche lei ospite del Summit.

Famiglie numerose dalla parte di Orbàn

“Per quello che vedo in giro, il modello ungherese, assieme a quello che sta avvenendo in Polonia e in Estonia, sono i modelli più interessanti”, ha dichiarato la Maroncelli a una TV locale. Parole di stima arrivano anche dall’Associazione nazionale famiglie numerose che considera quello ungherese come un “esempio virtuoso” che “dedica più di 4 punti del suo Pil alle politiche familiari”. Una programma che avrebbe permesso, prosegue l’Associazione, “l’aumento esponenziale dei matrimoni, diminuzione di divorzi e aborti, tendenza a una crescita del tasso di fertilità”. Risultati che “fanno ben sperare nella possibilità di invertire l’inverno demografico che minaccia l’esistenza dei paesi dell’area”. 

Lo spopolamento minaccia Ungheria

Eppure la dura verità con la quale si trova a dover fare i conti l’Ungheria traspare dalle parole dello stesso Orbàn che, nonostante le politiche “family first”, ammette l'ipotesi che il suo Paese - la cui popolazione, inferiore 10 milioni, è in constante diminuzione a causa della bassa natalità e dell'emigrazione degli ungheresi verso altri Stati Ue - possa scomparire. “Non è difficile immaginare che resterà un ultimo uomo che dovrà spegnere le luci”, ha detto in apertura della conferenza giovedì scorso.

La grande sostituzione

Orbán, che negli ultimi anni ha basato le sue campagne politiche sui sentimenti xenofobi, ha affermato che altri politici europei hanno visto l'immigrazione come la soluzione, da lui fermamente rifiutata. Un'allusione alla teoria dell'estrema destra della "grande sostituzione”.

“Se in futuro l'Europa non sarà popolata dagli europei - ha detto il premier ungherese - e diamo questo per scontato, allora stiamo parlando di uno scambio di popolazioni, per sostituire gli europei con altre persone”. “Ci sono forze politiche in Europa che vogliono un ricambio della popolazione per ragioni ideologiche o di altro tipo”, ha quindi attaccato.

Parole di Orbán sono state condivise dall'ex primo ministro australiano Tony Abbott,  anche lui tra gli ospiti dell’evento, che si è congratulato con il leader ungherese per avere avuto “il coraggio politico di sfidare il politicamente corretto”.

Abbott ha dichiarato che le culle vuote, e non i cambiamenti climatici, sono la più grande minaccia per la civiltà occidentale. Si è quindi scagliato contro il principe Harry e la moglie Meghan Markle per la scelta di non avere più di due bambini per questioni di sostenibilità ambientale. “Avere un minor numero di bambini nei paesi occidentali - ha detto Abbott - difficilmente migliorerà il clima se così tanti bambini nasceranno altrove”.

La paura delle popolazioni in aumento in altre parti del mondo è stato il tema dominante dell’apertura del vertice di Budapest, enfatizzato da un'esibizione artistica che ha aperto il forum, con orde di persone provenienti dal sud e dall'est che avanzano verso l'Europa.

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