Orban si schiera con Erdogan: l'importante è che fermi i migranti

L'Ungheria e la Bulgaria temono che la Turchia faccia seguito alla minaccia di lasciar passare i rifugiati

Erdogan e Orban a Budapest lo scorso 8 ottobre- Foto Ansa EPA/SZILARD KOSZTICSAK HUNGARY

L'Ungheria si distanzia dal coro di condanne all'attacco della Turchia nel Nord della Siria contro le città e i combattenti curdi. L'unica cosa che interessa al Paese guidato da Viktor Orbán è che Recep Tayyip Erdoğan continui a fermare i flussi di migranti provenienti dal Paese e diretti verso l'Europa. E se intende spostarli addirittura nel nord della Siria, in caso di vittoria dell'offensiva, tanto meglio.

"Non vogliamo migranti"

Lo ha affermato il ministro degli Esteri di Budapest, Péter Szijjártó, durante una visita in Azerbaijan. "Se la domanda per noi ungheresi venisse posta in questo modo, 'cosa ci piacerebbe, che la Turchia reinsediasse i migranti in Siria o aprisse le porte in direzione dell'Europa?' allora la nostra risposta sarebbe chiara", ha detto il ministro, alludendo alla minaccia di Erdoğan di lasciare passare milioni di rifugiati siriani nel caso in cui l'Europa si mettesse di traverso rispetto ai suoi piani.

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Stallo al Consiglio Ue

E al Consiglio Affari Esteri di ieri è stata proprio l'Ungheria, insieme alla Bulgaria, a mettersi di traverso e a impedire di raggiugere una posizione condivisa sull'embargo europeo alla vendita di armi ad Ankara come risposta continentale all'attacco turco in Siria. “I Paesi membri si impegnano ad avere posizioni nazionali forti a proposito delle loro politiche di esportazione di armi verso la Turchia”, si limitano a indicare i ministri in una dichiarazione comune. Anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha indicato che le soluzioni nazionali permettono di risparmiare tempo e che in ogni caso del caso Turchia si parlerà nel Consiglio europeo giovedì e venerdì prossimi.

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