L'ora legale è salva. Il Sud sconfigge il Nord ed il Parlamento Ue rigetta la proposta di abolizione

Stravolta la risoluzione che chiedeva di abrogare il cambiamento semestrale d'ora, il primo passo per dire addio all'ora legale. Al suo posto una richiesta inviata alla Commissione di "condurre una valutazione approfondita" sulla questione

Voto al Parlamento Ue. European Parliament

Sconfitta con perdite per il variegato fronte di eurodeputati del Nord, Centro ed Est Europa, di tutti gli schieramenti politici, che chiedevano l'abolizione dell'ora legale, quello spicchio di luce in più che illumina le sere - e ad alcune latitudini le notti - da marzo ad ottobre. Il Parlamento Ue ha infatti completamente stravolto la risoluzione firmata dalla verde Karima Delli cancellando la richiesta di "interrompere l'attuale cambiamento semestrale dell'ora". Dietro a questa espressione formalmente neutra - abolire il cambio d'ora può voler dire o mantenere l'ora legale o quella solare - si nascondeva l'obiettivo finale del fronte del Nord: abrogare l'ora d'estate

Eliminato il paragrafo assassino dell'ora legale

La manovra non è riuscita. La risoluzione perde il paragrafo assassino dell'ora legale e lo modifica con una semplice richiesta inviata alla Commissione Ue di "condurre una valutazione approfondita" della direttive Ue del 2000 che regola il cambiamento dell'ora in Europa, e, "se necessario" procedere "a formulare una proposta di revisione della stessa". 

L'emendamento che salva l'ora è stato proposto da un nutrito gruppo di eurodeputati, a maggioranza ed iniziativa spagnola, e tra loro anche i due membri di Forza Italia Elisabetta Gardini e Alberto Cirio. Gli unici due membri italiani del Parlamento Ue che hanno condotto attivamente un'azione di resistenza per l'ora legale.

Gli studi scientifici non sono sufficientemente chiari

Lo stesso gruppo ha proposto anche un'altra modifica, approvata dalla plenaria, che stravolge un'altra parte della risoluzione, quella sulle motivazioni scientifiche a base della richiesta di abrogazione del cambio orario.

E' infatti scomparso il considerando in cui si assicurava che "numerosi studi scientifici" non sono riusciti "a dimostrare alcun effetto positivo del cambiamento semestrale dell'ora e, al contrario, hanno segnalato l'esistenza di effetti negativi" sulla salute, l'agricoltura e la sicurezza stradale. Questo paragrafo è stato sostituito con un altro assolutamente neutro: gli studi "non sono riusciti a giungere a conclusioni definitive". Da qui la richiesta di un'attenta valutazione da parte della Commissione Ue, una ben magra vittoria per il fronte del Nord.

Procedere in modo uniforme in tutta la Ue

Il testo approvato dall'eurocamera ha inoltre ribadito che la questione del regime orario deve rimanere uniforme a livello europeo, il che non vuol dire che tutti abbiano la stessa ora, viste le differenze geografiche, ma che deve restare unitaria la decisione di cambiare l'ora tra quella solare e quella legale. Una precisazione che punta a far sì che ai paesi contrari all'ora legale, Finlandia in primis, non venga permesso di prendere decisioni autonome, una possibilità non prevista dall'ordinamento attuale e che per Strasburgo deve rimanere tale.     

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