"Ue garantisca l'accesso all'istruzione di 32,5 milioni di bambini", l'appello di One ai leader europei

In vista del vertice europeo della prossima settimana a Bruxelles, nel corso del quale si discuterà dei fondi per il bilancio 2021-2027, l'ong fondata da Bono Vox chiede un maggiore impegno finanziario per la cooperazione internazionale

Non è un buon periodo per le ong che si occupano di cooperazione internazionale, finite nel fuoco incrociato di populisti e movimenti anti-immigrazione. Eppure il mantra più caro a queste forze, "aiutiamoli a casa loro", potrebbe tradursi in realtà proprio con un maggiore impegno verso i programmi di sviluppo per i Paesi meno sviluppati. E' quello che chiede One, l'oganizzazione anti-povertà fondata da Bono Vox, in vista del summit dei capi di Stato e di governo dell'Ue del 13 e 14 dicembre.

In quell'occasione, i leader europei dovranno trovare la quadra sui fondi da mettere a disposizione del prossimo Quadro finanziario pluriennale, ossia il bilancio dell'Ue per il periodo 2021-2027. Tra le voci di spesa su cui c'è più incertezza figura proprio quella allo sviluppo. Secondo un rapporto di One, con 140 miliardi di investimenti verso i Paesi più poveri, Africa in testa, sarebbe possibile garantire ogni anno l'accesso all’istruzione prescolastica, primaria e secondaria inferiore di 32,5 milioni di bambini, l'accesso alla nutrizione e all’assistenza sanitaria di base per 43,5 milioni di persone e finanziare un ammortizzatore sociale (trasferimenti mirati a quanti vivono in condizioni di povertà o a rischio di povertà) che potrebbe sostenere 50,3 milioni di persone.

Cosi' i Paesi Ue tagliano i fondi allo sviluppo

Tutti strumenti che andrebbero a colpire le cause alla radice dei flussi migratori, riducendo dunque la pressione sugli Stati Ue, in particolare di Paesi come Italia, Grecia e Spagna. "L’ammontare che sarà destinato allo sviluppo nel prossimo bilancio pluriennale definirà la posizione e la credibilità dell'Ue come leader globale nel settore della cooperazione internazionale e non solo - dice Emily Wigens, portavoce di One per l’Italia - L’aiuto allo sviluppo dell’Ue va oltre la geopolitica e l'influenza internazionale. Riguarda infatti milioni di vite umane".

Bono Vox: capisco le paure, ma Africa è un'opportunità 

Wigens ricorda che durante la sua recente visita nel Corno d’Africa, il premier italiano Giuseppe Conte ha definito l’Africa come “una ricchezza, il futuro, opportunità” e ha parlato di collaborare attivamente con il Continente per “rendere coerente la nostra politica estera con la nostra geografia”. Per questo, continua la portavoce di One, Conte ha adesso "l’occasione di tradurre questa ambizione in azione spingendo per un bilancio allo sviluppo Ue di 140 miliardi di euro che abbia un forte focus sull’Africa. Ci appelliamo a lui affinché giochi un ruolo di primo piano in Europa per garantire un bilancio ambizioso che preveda investimenti adeguati nei settori dell'istruzione, salute, nutrizione e protezione sociale per costruire un mondo più sano, istruito e prospero per tutti". 

Al momento, la proposta sul tavolo dei leader Ue per il capitolo sviluppo è di 123 miliardi di euro. Occorre uno sforzo in più, chiede One. E gli italiani sembrano d'accordo: un recente sondaggio della Commissione europea ha rilevato che il 79% degli italiani ritiene che investire nella lotta contro la povertà estrema sia nell'interesse dell'Ue, e il 69% ritiene che debba essere data priorità a tali investimenti.

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Commenti (1)

  • NO! Sono affaracci loro: che la smettano, per iniziare, di riprodursi come CONIGLI!

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