“Politici razzisti, discriminazioni allo stadio e leggi anti-migranti”, Olanda sotto accusa 

Cittadini turchi e nordafricani lamentano i continui controlli ingiustificati delle autorità. E mentre le regole sull’integrazione sono sempre più restrittive, alcuni parlamentari spargono odio sostenendo relazioni tra etnia e quoziente intellettivo

È il Paese liberale per antonomasia, considerato “sempre avanti” nel riconoscimento dei diritti delle minoranze, della parità di genere e delle libertà individuali. Eppure, la fotografia dell’Olanda scattata dalla Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza, organismo interno al Consiglio d’Europa, ne ritrae diversi lati oscuri. Dopo aver analizzato politiche di integrazione, dibattito pubblico e dati sulle discriminazioni su base etnica o di orientamento religioso e sessuale, gli esperti hanno espresso forte preoccupazione per la retorica xenofoba e le leggi punitive nei confronti di migranti e richiedenti asilo.

Il rapporto

“La narrativa generalizzata del ‘noi e loro’ - si legge nel rapporto - comincia con assegnare una responsabilità collettiva a gruppi di persone sulla base del loro passato migratorio o della loro religione, [e finisce] con banalizzare il pregiudizio e la rappresentazione negativa dei musulmani rispetto a ‘l’olandese normale’”.  Sentimenti che secondo alcuni affondano le radici nel sinistro passato coloniale dei Paesi Bassi e in quell’insana teoria di fondo che vede i bianchi come esseri superiori rispetto a tutti gli altri.

Le frasi shock

Vengono quindi considerate uscite da stigmatizzare e da non lasciar passare impunite, le frasi shock di alcuni politici apertamente razzisti. Come quelle del parlamentare Theo Hiddema del Forum per la Democrazia, partito alleato in Europa con Giorgia Meloni, che sostiene sia stata “provata da tempo” una relazione tra “etnia e quoziente intellettivo”. “Lo dice la scienza”, ha detto Hiddema in un’intervista al quotidiano De Telegraaf, giustificando quindi una paga inferiore per i siriani che hanno un quoziente intellettivo più basso degli olandesi. Ma non è il solo.  Nel luglio 2018, il ministro degli Esteri Stef Blok disse che “le società multiculturali pacifiche non esistono” e che “è geneticamente provato” che persone di gruppi etnici diversi non possono andare d’accordo. Frasi che non ci si aspetterebbe da un esponente del VVD, partito liberale alleato di Emma Bonino in Europa. Finito sotto accusa, Blok si è sottoposto a sei ore di dibattito parlamentare al termine del quale ha dovuto riconoscere di aver usato le parole sbagliate. La mozione di sfiducia a suo carico è stata infine respinta. I rapporti tra politica e comunità di stranieri non sono i soli a preoccupare gli esperti dei diritti delle minoranze.

Molti i migranti nel Paese

In Olanda oltre il 20% della popolazione è migrante di prima o seconda generazione. Tra le prime nazionalità straniere troviamo i turchi e i marocchini. Proprio queste due comunità si sentono anche le più bersagliate dai controlli della polizia. “Il 61% degli intervistati di origine nordafricana e il 43% di quelli d’origine turca - si legge nel rapporto - ritengono di essere stati fermati dalla polizia per effetto del profiling razziale”. Si tratta del controllo ingiustificato da parte delle autorità nei confronti delle persone con un colore della pelle diverso da quello della maggioranza della popolazione. Una pratica riconosciuta come meramente discriminatoria. Nel 2017 il 42% delle discriminazioni si sono verificate durante eventi sportivi, a conferma che gli stadi vengono spesso percepiti come luoghi franchi in cui tutto è consentito. Il 19% dei reati d’odio sono stati perpetrati online e il 13% in strada o in luoghi pubblici. 

Il fallimento delle politiche di integrazione

“La riforma del 2013 delle politiche di integrazione - accusano gli esperti di diritti umani - ha spostato l'onere dell'integrazione sui nuovi arrivati, che hanno dovuto pagare e prendere prestiti per finanziare le tasse scolastiche”. “Sono diminuite drasticamente le percentuali di successo degli esami di integrazione civica, proprio come i risultati raggiunti nell'apprendimento delle lingue”, prosegue il rapporto. Si raccomanda quindi alle autorità di “organizzare il processo di integrazione fornendo corsi linguistici e di integrazione gratuiti”. Per velocizzare l’inserimento e permettere ai nuovi arrivati di essere considerati con rispetto nella società olandese. 

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