In Italia i lavoratori migranti sono i più sovraqualificati d'Europa. E tra i peggio pagati

Secondo i dati dell'Ocse, sono sempre di più quelli che trovano un'occupazione, ma in condizioni che non gli permettono di vivere una vita dignitosa

La buona notizia è che in Italia sono sempre di più i migranti che riescono a trovare un lavoro, quella cattiva è che le condizioni di lavoro offerte difficilmente permettono loro di uscire da situazioni di povertà e inoltre le offerte che ricevono sono sempre per mansioni inferiori a quelle che potrebbero svolgere, anche quando hanno qualifiche di studio elevate.

Il rapporto

Lo si evince analizzando il 'Migration Outlook 2019' dell'Ocse che mostra come la disoccupazione degli immigrati nei 36 Paesi industrializzati nel 2018 sia calata in media all'8,7% dal 9,4% del 2017, sulla spinta del miglioramento complessivo del mercato del lavoro, pur restando di 2,9 punti superiore a quella dei 'native-born'. Per la prima volta nella Ue la disoccupazione degli immigrati è scesa sotto i livelli del 2007 al 10,6% (-1 punto sul 2017), anche se di 4,1 punti superiore a quella delle persone nate nell'Unione. Il tasso di occupazione degli immigrati è, inoltre, salito lo scorso anno 68,3%, con un aumento di 0,8 punti, ma sotto il livello dei 'native-born' di 2,4 punti.

In Italia

Nel caso dell'Italia il tasso di disoccupazione degli immigrati è diminuito di mezzo punto al 13,7% (di 3,4 punti superiore agli italiani) e l'occupazione è migliorata di 1 punto al 60,9%, in questo caso superiore di 2,8 punti rispetto ai cittadini della penisola, in controtendenza quindi con la media Ocse. È aumentata però la quota di immigrati che lavorano, ma restano in condizioni di povertà: nel 2017 nella Ue erano circa il 18% contro l'8% dei nativi. L'Italia mostra dati tra i peggiori: nel 2018 il 29% dei lavoratori immigrati, quindi quasi uno su tre, era in condizioni di povertà contro il 9% degli italiani e contro il 19% degli stessi immigrati del 2007. Solo la Spagna ha percentuali più elevate.

Sovraqualificati

Tra gli altri problemi vi è quello di una qualifica di istruzione o formazione superiore rispetto all'occupazione svolta, cosa che ha un'incidenza molto più elevata tra gli immigrati rispetto alle popolazioni nazionali. Come sottolinea l'Ocse, la quota di lavoratori immigrati con un'istruzione universitaria in lavori a bassa o media qualifica resta sproporzionalmente elevata nei Paesi avanzati. In questo caso l'Italia è addirittura al primo posto con quasi 35 punti di differenza, perché mentre il 18% dei nativi è sovra-qualificato per il lavoro che svolge, nel caso degli immigrati lo è il 52,5%, in aumento in entrambi i casi dall'11,5% e dal 42,1% rispettivamente.

In Europa

In Germania la disoccupazione degli immigrati è invece al 6% (-0,4 rispetto al 2017% e +3,1 sui nativi) e l'occupazione al 69,5% (+1,4% sul 2017 e -8% sulla popolazione nazionale). La Francia ha un tasso di disoccupazione degli immigrati del 14,6% e un'occupazione del 58,5%. Il record negativo è della Grecia, con un tasso di senza lavoro tra gli immigrati del 28,6%, mentre gli Usa sono al 3,5%, 0,8 punti meno della popolazione nazionale.

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