Parlamento Ue “salva” il gasdotto Italia-Algeria e l’asse Berlino-Mosca

Sul gas dai Paesi non europei in futuro deciderà la Commissione e i gestori non potranno più essere proprietari dei tubi ma ci saranno delle deroghe grazie a una clausola voluta dalla Germania di Angela Merkel

Nord Stream 2 in costruzione - EPA/CLEMENS BILAN

Alla fine la Germania l'ha scampata, manterrà la supervisione della costruzione del gasdotto Nord Stream 2, così come l'Italia quella del Transmed, che porta il gas dall’Algeria allo Stivale. Il Parlamento europeo ha approvato le nuove regola regole sul mercato del gas che conferiscono all'Ue una competenza esclusiva sugli accordi su nuovi gasdotti fra l'Ue e Paesi terzi, con alcune deroghe per quelli già in costruzione. La Commissione può autorizzare lo Stato membro in cui si trova il primo punto di entrata del gasdotto a gestire i negoziati, a meno che non lo ritenga in contrasto con il diritto comunitario o pregiudizievole per la concorrenza o la sicurezza dell'approvvigionamento.

Ed è proprio quello che verrà concesso a Roma e Berlino. Il tutto grazie a una clausola che è il frutto di un’intesa franco-tedesca risalente a due mesi fa, che consentirà al governo di Angela Merkel di continuare a gestire la partita per il Nord Stream 2, opera voluta dalla cancelliera e da Vladimir Putin, ma anche all’Italia di mantenere il controllo sulle condotte del Transmed. Le nuove norme prevedono che la proprietà dei gasdotti venga separata da quella del gas importato, garantendo l’accessibilità ad altri operatori, come già avviene per gli impianti interni all’Unione. Bruxelles spera in questo modo di garantire una maggiore concorrenza, permettendo ai consumatori di beneficiare di prezzi più bassi.

“D'ora in poi, tutti i gasdotti provenienti da Paesi terzi, compreso il NordStream 2, dovranno rispettare le norme Ue”, esulta il relatore del provvedimento in aula, il polacco Jerzy Buzek. L’esponente popolare ed ex presidente del Parlamento europeo si dice soddisfatto per i risultati raggiunti: “Accesso di terzi, separazione proprietaria, tariffe non discriminatorie e trasparenza”.  “Ciò si tradurrà in una maggiore sicurezza energetica nel nostro continente”, conclude Buzek. L'Ue importa oltre il 70% del gas naturale che necessita, principalmente dalla Norvegia, dalla Russia e dall’Algeria. La nuova normativa, dopo l'approvazione formale dei ministri Ue, sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Ue e gli Stati membri avranno nove mesi per adeguare le proprie regole.

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